a) metallica Hg0,
b) inorganica Hg+ o Hg++,
c) organica come il metil mercurio.
La tossicità delle diverse forme chimiche dipende dalla via di esposizione. Per via orale la tossicità decresce con la seguente sequenza:
forma organica > inorganica > metallica.
Infatti la forma organica è quella che presenta maggiore biodisponibilità per assunzione orale (circa 90% dell'ingerito viene assorbito). La forma inorganica è scarsamente assorbita (non più del 10%), mentre la forma metallica per via orale non è praticamente biodisponibile.
Altra cosa è la assunzione per via inalatoria; in questo caso la forma più pericolosa è quella metallica che sublima facilmente. I vapori di mercurio sono molto biodisponibili per via inalatoria e tendono a raggiungere velocemente il sistema nervoso centrale dove esplicano l'azione tossica.
Se si rompe un termometro è quindi buona pratica cercare di raccogliere il mercurio ed evitare di giocarci vista la classica vivacità dell'”argento liquido”. Il mercurio raccolto andrebbe poi introdotto in un contenitore a tenuta e smaltito come rifiuto tossico-speciale.
Il rischio derivante dal contenuto di mercurio nelle amalgame utilizzate dal dentista è un argomento sempre dibattuto, solo in parte risolto dall'utilizzo in alternativa di nuovi materiali che non contengono questo metallo. Il rischio associato alla presenza di mercurio nelle amalgame non è mai stato dimostrato con certezza ma non può essere neppure escluso visto che il tenore di mercurio nelle amalgame tende a ridursi negli anni, facendo presupporre una liberazione di vapori nel tempo.