La tossicità del mercurio

Esiste un limite di esposizione al di sotto del quale non è pericoloso venire in contatto con il mercurio? In altre parole, se si rompe un termometro a mercurio o se inavvertitamente si versa una modica quantità di metallo, cosa si deve fare? Anni fa si è parlato molto anche della tossicità dell'amalgama con mercurio per otturare i denti. Il mio dentista afferma che non ci sono pericoli...
Susanna Arvati
1 marzo 2005
Il mercurio è un metallo molto diffuso in natura; in particolare il nostro paese è attraversato dalla fascia di cinabro (il minerale da cui si ricava il mercurio) che attraversa il Mediterraneo e trova massima manifestazione nel Monte Amiata. Può essere presente nell'ambiente in tre forme:

a) metallica Hg0,
b) inorganica Hg+ o Hg++,
c) organica come il metil mercurio.

La tossicità delle diverse forme chimiche dipende dalla via di esposizione. Per via orale la tossicità decresce con la seguente sequenza:

forma organica > inorganica > metallica.

Infatti la forma organica è quella che presenta maggiore biodisponibilità per assunzione orale (circa 90% dell'ingerito viene assorbito). La forma inorganica è scarsamente assorbita (non più del 10%), mentre la forma metallica per via orale non è praticamente biodisponibile.

Altra cosa è la assunzione per via inalatoria; in questo caso la forma più pericolosa è quella metallica che sublima facilmente. I vapori di mercurio sono molto biodisponibili per via inalatoria e tendono a raggiungere velocemente il sistema nervoso centrale dove esplicano l'azione tossica.

Se si rompe un termometro è quindi buona pratica cercare di raccogliere il mercurio ed evitare di giocarci vista la classica vivacità dell'”argento liquido”. Il mercurio raccolto andrebbe poi introdotto in un contenitore a tenuta e smaltito come rifiuto tossico-speciale.

Il rischio derivante dal contenuto di mercurio nelle amalgame utilizzate dal dentista è un argomento sempre dibattuto, solo in parte risolto dall'utilizzo in alternativa di nuovi materiali che non contengono questo metallo. Il rischio associato alla presenza di mercurio nelle amalgame non è mai stato dimostrato con certezza ma non può essere neppure escluso visto che il tenore di mercurio nelle amalgame tende a ridursi negli anni, facendo presupporre una liberazione di vapori nel tempo.

Patrizia Restani Dipartimento di Scienze Farmacologiche , Università di Milano
Keywords: farmacologia

© Copyright SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati - Trieste (Italy) - 2001-2011