In una stanza polverosa vediamo la traiettoria del raggio di luce come nella camera di Wilson vediamo quella di una particella quantistica.
Per quanto riguarda il principio di indeterminazione, è chiaro che l'incertezza nella posizione dell'elettrone è dell'ordine delle dimensioni delle goccioline che condensano nella camera di Wilson, e queste sono abbastanza grandi da non creare problemi con il limite alla determinazione dell'impulso richiesta dal principio di Heisenberg.
I rivelatori di particelle, come la camera a nebbia per cui Wilson ha ottenuto il premio Nobel nel 1927, hanno al più una risoluzione spaziale di frazioni di millimetro, e una risoluzione in impulso dell'ordine del 1%.
Per esempio per un elettrone di energia 1 GeV il prodotto tra la risoluzione in impulso e la risoluzione spaziale è circa cento milioni di volte maggiore della costante di Planck, per cui non c'è alcuna contraddizione tra il conoscere la traiettoria con la risoluzione di questi strumenti e il principio di Heisenberg.