La conseguenza più drammatica della formazione di un buco nero è che in esso non sono possibili stati di equilibrio, né possibilità di scampo alla materia che in esso è collassata o che in esso possa ancora cadere, dato che il campo gravitazionale costringe ogni cosa a compattarsi fino a un volume nullo.
Invero, dal punto di vista della meccanica quantistica una sorta di sopravvivenza della materia collassata è assicurata dal fenomeno dell' "evaporazione", tuttavia quest'ultimo è significativo solo per buchi neri primordiali di massa molto piccola e quindi di scarso interesse osservativo.
Il risultato della costrizione della materia collassante a un volume nullo, anche se è predetto dalla teoria della relatività generale, non è descrivibile dalla fisica classica per cui esso è detto genericamente "singolarità ".
L'importanza di un buco nero dal punto di vista astrofisico è la presenza del suo campo gravitazionale che è così intenso da conferire alla materia al suo esterno un'energia tale da essere causa di effetti osservativi peculiari e tali da identificare essi stessi la presenza di un buco nero.
Il wormhole, o meglio detto "cunicolo" spaziotemporale, è una sorta di tunnel nello spaziotempo attraverso cui è possibile connettere eventi (appartenenti al nostro stesso universo o anche a universi differenti) che sarebbero molto distanti fra loro nello spazio e nel tempo, mediante cammini invece molto"corti"; i cunicoli sono come delle scorciatoie rese possibili da particolari geometrie. Poiché la geometria dello spaziotempo è determinata dalla distribuzione di materia ed energia, per generare i tunnel in questione occorre che quest'ultima abbia proprietà speciali ma tali proprietà non sono facilmente acquisibili in natura e tanto meno realizzabili dall'uomo. A causa di ciò la loro reale esistenza, ed eventuali implicazioni nel campo astrofisico, sono tutt'ora solo ipotetici.