Come sempre dopo un forte terremoto, se ne innescano tanti altri nella stessa area: le cosidette repliche che in generale vanno decrescendo in ampiezza e in numero con il passare dei mesi. I terremoti avvengono spesso in gruppi (sciami) limitati nel tempo e nello spazio, dando l'impressione che in certi momenti l'attività sismica maggiore si concentri in un posto solo. Ma questa è solo un'impressione, dato che terremoti altrettanto forti sono già avvenuti e avverranno anche in altre regioni del mondo. Certe zone sono più attive di altre, in particolare, quelle dove le maggiori zolle tettoniche terrestri si scontrano.
Il terremoto di dicembre scorso puo essere considerato uno tra i più energetici eventi sismici registrati negli ultimi cento anni. Però, altri eventi di magnitudo confrontabile si sono verificati nel 1960 in Cile e nel 1964 in Alaska. Si tratta di terremoti originati dal meccanismo della subduzione, attraverso il quale due delle placche in cui è suddivisa la litosfera terrestre si scontrano immergendosi l'una sotto l'altra. L'insieme delle zone di subduzione costituisce il cosiddetto anello di fuoco, uno stretto corridoio che si snoda attraverso gli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano e lungo cui hanno luogo innumerevoli terremoti ed eruzioni vulcaniche.