Il termometro, costruito per essere uno strumento "pronto", cambierebbe rapidamente lettura appena allontanato dal luogo di cui si vuole misurare la temperatura. Per fissare la lettura al massimo valore raggiunto, all'attaccatura del bulbo con il capillare, viene inserita una strozzatura o una serpentina. Le forze di attrito sulle pareti non riescono a bloccare il liquido termometrico in espansione, ma ne sostengono successivamente il peso evitando che il liquido ridiscenda nel bulbo. La forza centrifuga che si imprime alla colonna di liquido contenuta nel capillare, quando il termometro viene agitato violentemente, è molto più forte del peso della colonna nel capillare e supera la forza massima che la strozzatura può contrastare.