Bisogna sottolineare che la frequenza non definisce completamente il fenomeno. È essenziale anche il tipo di grandezza che subisce la variazione periodica nel tempo. In relazione al sistema fisico in esame, si possono osservare variazioni di posizione, velocità, massa, temperatura, intensità del campo elettrico o magnetico, concentrazione di reagenti e... perché no, di dimensioni numeriche di una popolazione animale in un sistema ecologico o numero di agenti di borsa che operano su un certo mercato. A tutti questi casi è associabile una frequenza, ma gli effetti possono essere completamente scorrelati.
La tensione di alimentazione 220 V domestica e il suono sono esempi di grandezze fisiche (diverse) che possono presentare un'evoluzione sinusoidale: la tensione elettrica nel caso della rete domestica e la pressione dell'aria nel caso del suono. Le nostre orecchie non sono direttamente sensibili alle variazioni di tensione elettrica, per cui, anche se la frequenza rientra nel campo di udibilità, non sentiamo (fortunatamente) alcun rumore provenire dalle prese. Forse animali sensibili ai campi elettromagnetici, come gli squali, sperimenterebbero un ambiente molto più "rumoroso" (non esiste una controparte sensoriale umana per l'organo elettrico di questi animali).
Esistono però i trasduttori: macchine o materiali capaci di trasformare segnali espressi da una certa grandezza fisica in segnali associati a una grandezza diversa, ma con uguale andamento temporale. Gli altoparlanti per esempio trasformano correnti elettriche in suono. Un altro esempio di (involontaria) trasduzione di segnali elettrici in suono si osserva nei trasformatori di tensione: i lamierini metallici, di cui sono costituiti, presentano a volte una debole magnetostrittività, cioè si deformano se sottoposti a un campo magnetico. Siccome il principio di funzionamento dei trasformatori comporta la produzione di campi magnetici variabili nei lamierini, come sottoprodotto del funzionamento si ha una ciclica deformazione dei lamierini stessi e la conseguente emissione di un debole ma fastidioso ronzio, la cui frequenza fondamentale è proprio 50 Hz, se sono collegati alla rete: grazie a un trasduttore, è possibile "sentire" la tensione a 50 Hz.