Mi sto avventurando nello studio delle onde elettromagnetiche e a proposito di sorgenti e rilevatori il mio libro di testo dice: "Supporremo inoltre che la velocità della carica sia piccola rispetto a c [..] ci interesserà infatti il campo dovuto agli elettroni che oscillano all'interno degli atomi o quello dovuto agli elettroni di conduzione che oscillano in un'antenna".
A me non è chiaro quale sia la velocità con la quale gli elettroni si muovono all'interno dell'atomo.
Tenendo fermo il nucleo, l'energia del sistema si comporrà di un contributo cinetico p2/2m e uno potenziale -e2/4πε0r
in cui e e me stanno per la carica e la massa dell'elettrone, p=mev é l'impulso, r la distanza elettrone-protone, e ε0 la permittività del vuoto (8.84×108F/m nel sistema MKS).
Per questo sistema valgono le leggi di Keplero, ovvero vengono descritte orbite chiuse (ellissi) o aperte (iperboli) con fuoco nel protone. Le prime sono rappresentate dall'equazione
dove a sta per il semiasse maggiore dell'ellisse , ε per l'eccentricità , essendo b il semiasse minore, e Φ l'angolo formato dal raggio con il semiasse maggiore.
In generale sussiste per un potenziale inversamente proporzionale a r una semplice relazione tra l'energia cinetica e quella potenziale
per cui
A questo punto dobbiamo tener conto del principio di indeterminazione di Heisenberg secondo cui il prodotto dell'incertezza Δp sull'impulso per quella Δr sulla distanza è non inferiore alla costante di Planck
Combinando tra loro queste ultime relazioni abbiamo
Sostituendo p con mev otteniamo finalmente
dove la grandezza adimensionale α
sta per la costante di struttura fine. Generalizzando queste considerazioni si può dimostrare che la velocità relativa alle orbite più esterne dipende dal relativo numero quantico principale n con la legge
Pertanto possiamo concludere che la velocità media dell'elettrone non supera l'1% di quella della luce.