Vorrei conoscere, se possibile, in base a eventuali studi effettuati sull'osservazione in natura dei pappagalli psittacidi come si svolge la vita sociale di questi animali.
Nel corso dell'evoluzione le diverse specie di pappagalli si sono adattate a occupare nicchie ecologiche differenti da ambienti aridi a foreste tropicali, e recentemente alcune specie ai parchi cittadini europei essendo fuggiti dalle gabbiette. La dieta dipende dalla specie e abbraccia una vasta gamma di cibi: polline, nettare, fiori, gemme, foglie, pigne, frutti, agrumi, banane, bacche, legumi, noci, noci di palma, semi, grano, riso, mais, insetti ma anche carne di carogne. Le dimensioni variano dal metro dell'ara giacinto (Anodorhynchus hyacinthinus) ai circa dieci centimetri del minuscolo pappagallino del pacifico (Forpus coelestis). Il kea (Nestor notabilis) è un grande pappagallo di montagna della Nuova Zelanda, è molto curioso e si nutre anche di carogne oltre che frutta, semi e vegetali, da giovane vive in stormi mentre i maschi adulti diventano solitari, stabiliscono un territorio all'interno del quale possono ospitare più femmine con cui si accoppia.
Sempre in Nuova Zelanda vive un altro insolito pappagallo il kakapo (Strigops habroptilus) è terricolo e non vola, inoltre è notturno. Nel 1998 Berlin e Clarck hanno dimostrato come il parrocchetto ondulato (Melopsittacus undulatus) inizia a comunicare già nell'uovo in particolare quando è vicino alla schiusa emette dei richiami se la temperatura è troppo alta: ciò induce la madre ad alzarsi e fare una serie di azioni, come per esempio girare l'uovo.
Un'altra curiosità è un fenomeno di parassitismo del nido tra due specie di pappagalli australiani: l'una depone le sue uova nel nido dell'altra affidandole la cura della prole. La particolarità è che i pulcini parassiti imparano il linguaggio canoro dei genitori adottivi e solo successivamente impareranno il proprio.