Per esempio, dal tatto deriva un'articolazione di informazioni che solo per approssimazione può essere assiemata. Per quanto riguarda il sistema vestibolare può risultare interessente sondarne la valenza da un punto di vista evoluzionistico. Alcune ricerche della metà degli anni Ottanta ipotizzano l'avvento sulla scena del Cretaceo terminale – si parla di 66 milioni di anni fa – di alcuni piccoli mammiferi che hanno prediletto la vita boschiva, sugli alberi. In essi l'organo della vista ha preso il sorpavvento e ciò accade con la chiusura delle orbite all'indietro con una barra ossea sull'arco zigomatico, fatto che comporta l'appiattimento nel muso in una ‘faccia' e una vista orientata in avanti.
Correlativamente, attraverso la brachiazione, l'abilità di muoversi da ramo in ramo, aggrappandosi, si perfeziona la cosiddetta bulla otica, antesignano del nostro sistema vestibolare, il quale è legato a un miglioramento della ricezione dei segnali acustici. Non bisogna dimenticare che un udito più versatile agisce in direzione del miglioramento della produzione fonica.
Insomma, si può notare come il sistema dell'equilibrio, chiamiamolo così, ha operato da supporto, ma ne è anche l'effetto, di altri sensi che agiscono a livello primario.