Posto che la natura della forza di gravità è eminentemente attrattiva, è possibile sviluppare invece il ruolo giocato dalla gravità repulsiva nei primi momenti successivi al big bang così come teorizzato da Alan Guth nal suo modello cosmologico inflazionario?
Normalmente la pressione della materia ordinaria è trascurabile rispetto alla sua energia a riposo e quindi non contribuisce in maniera significativa alla gravità. Ma in generale la pressione può essere grande e negativa: a volte si definisce una pressione negativa come tensione. Una forte pressione negativa conduce a una gravità che ha effetti opposti a quella della materia ordinaria, tanto che possiamo definirla una sorta di gravità negativa.
L'esempio più importante è quello della costante cosmologica, una forma di energia che ha in effetti una pressione negativa pari alla sua densità di energia e che quindi agisce a livello cosmologico come una forma di gravità repulsiva, capace di accelerare, anziché rallentare, l'espansione. Questa accelerazione è alla base dell'universo inflazionario primordiale e anche delle recenti scoperte sull'espansione attuale. Ma il fenomeno di gravità repulsiva avviene soltanto in contesto cosmologico, cioè in un universo mediamente omogeneo. Non dobbiamo perciò immaginare mostri come una stella composta di costante cosmologica capace di gravità repulsiva: questo sarebbe possibile solo se effettivamente esistessero stati di energia negativa. Ma le conseguenze dell'esistenza di stati a energia negativa sono così catastrofici (per esempio, generazione spontanea senza limiti di energia dal vuoto) che neppure un universo ricchissimo di sorprese e paradossi come il nostro sembra possa permettersi.