Per cominciare, occorre tener conto che abbiamo tutto un continuo di situazioni tra un urto completamente elastico (l' energia totale prima e dopo l' urto è la stessa e quindi nel caso in questione le velocità dell'unica auto o delle due auto dopo l'urto sono uguali ed opposte a quelle prima dell'urto) ed uno completamente anelastico (l'auto o le due auto dopo l'urto sono ferme).
La situazione reale non corrisponderà esattamente nè all'uno nè all'altro caso (pezzi di auto verranno distaccati e continueranno a muoversi, per esempio) ma, in prima approssimazione, possiamo pensare a un urto anelastico come meglio in grado di descrivere la situazione. Per stimare le accelerazioni abbiamo bisogno di sapere in quanto tempo avviene il passaggio dalle velocità iniziali a quelle finali (nulle).
Se supponiamo che il tempo per passare dalle velocità iniziali alla quiete sia lo stesso nei due urti in questione, vediamo che i valori assoluti delle accelerazioni misurate dai tre accelerometri, devono essere uguali. Infatti, indipendentemente dal processo di urto, ognuna delle 3 auto passa dalla velocità di 50 km/h a 0 km/h nello stesso tempo rendendo le due situazioni uguali dal punto di vista delle accelerazioni. Ovviamente così non è dal punto di vista dell'energia totale che deve essere dissipata nell'urto (doppia per il caso con 2 auto, che però verrà ripartita tra le due vetture).
Vediamo di capire quanto può essere giustificata l'ipotesi di tempi di arresto uguali. Il tempo dell'urto dipende dalla deformabilità delle auto. Se modelliamo le auto deformabili mediante una molla che si accorcia nell'urto e poi dissipa in calore tutta l' energia potenziale così accumulata, ci rendiamo conto che, nell'ipotesi di auto uguali, ciascuna delle tre molle dei due casi in questione deve accorciarsi della stessa quantità per poter immagazzinare le energie cinetiche iniziali (uguali) delle vetture coinvolte, giustificando quindi l'ipotesi di tempi uguali per gli urti.
La conclusione è che le conseguenze per i passeggeri di auto coinvolte in uno scontro frontale tra due auto di massa e velocità uguali ed opposte sono le stesse del caso di un urto, alla stessa velocità, contro una parete indeformabile.