La solubilità dei gas in acqua è regolata da tre fattori: la natura chimica del gas, la pressione posseduta dal gas e la temperatura dell'acqua. Ad un raddoppio della pressione corrisponde usualmente un raddoppio della quantità di gas disciolto, mentre un aumento della temperatura sfavorisce la solubilizzazione dei gas. Le prime bollicine gassose che si osservano sulle pareti di una pentola ove si sta riscaldando dell'acqua fredda, sono i gas atmosferici che abbandonano l'acqua; in seguito, al punto di ebollizione, le bolle sono costituite da vapore acqueo.
L'acqua in alcune condizioni perde la tipica trasparenza, assumendo un aspetto biancastro; ciò è dovuto alla formazione di piccole bolle di gas; se si da tempo all'acqua di liberarsi di queste microbolle gassose, essa riacquista la sua naturale trasparenza. Quali dunque le condizioni che forzano l'acqua a perdere i gas disciolti e a sviluppare microbolle gassose? Come si è detto sopra sono l'aumento della temperatura e/o la diminuzione della pressione. L'acqua calda che esce dal rubinetto ha subito appunto entrambi questi eventi e perciò abbonda in microbolle dei gas atmosferici.