Mimetismo animale

Vorrei informazioni sul mimetismo animale.

Emanuela Zurletti
20 gennaio 2005
Con Mimetismo animale e vegetale pubblicato nel ‘60, Wickler indicava la possibilità di un'articolata e coerente lettura del mimetismo come complesso di strategie adattative premiate dalla selezione naturale e, dunque, razionalmente giustificabili in un contesto di biologia evoluzionistica.
Il concetto di mimetismo va inteso in maniera molto ampia, poiché comprende tutte quelle caratteristiche morfologiche, cromatiche e comportamentali a funzione protettiva, ma anche quelle che si basano sulla contraffazione dei segnali, che possono venire esibiti o imitati per il proprio vantaggio. Gli innumerevoli esempi di tale fenomeno offerti dalle più disparate specie animali hanno portato gli etologi a definire delle rigorose suddivisioni, distinguendo varie tipologie di mimetismo.

Il regno animale è regolato da delicati equilibri basati sul connubio biologico di prede e predatori, che sfociano nella formazione di catene alimentari, che ogni giorno designano vittime predestinate nei soggetti più deboli e meno specializzati. Proprio per perpetrare una specie, la fauna deve perennemente ricorrere a stratagemmi e artifici, che consenta loro di fuggire le insidie degli agguati o al contrario di poter sorprendere le ignare prede. Il più efficace sistema adottato nell'universo animale è il mimetismo. Sin dai più piccoli insetti fino ai più evoluti mammiferi, una serie di incredibili travestimenti permettono sorprendenti ed efficaci trasformismi.

Il più noto mimetismo è quello criptico (dal greco cryptos: nascosto), che consente agli animali di nascondersi perfettamente in un ambiente, divenendo invisibile agli occhi di prede o predatori. La pernice bianca e la lepre variabile sono capaci, con assoluta coincidenza di tempo, a seconda della stagione e delle condizioni climatiche, di mutare il piumaggio o il manto di pelliccia. In molti casi tra gli uccelli, il mimetismo si manifesta marcatamente solo in un sesso: i fasianidi, gli anatidi, ma anche in molti passeriformi presentano colorazioni nelle femmine molto sfumate al contrario di maschi dai colori sempre più accesi. La difesa delle nidiate nel periodo riproduttivo è il motivo per il quale si evidenzia questo dimorfismo sessuale. Specie negli uccelli che nidificano sul terreno, la colorazione mimetica del piumaggio durante la cova è un arma indispensabile per la sopravvivenza.

Il mondo degli insetti regala agli etologi fenomeni interessanti di mimetismo batesiano (da Bates, il naturalista inglese che nel secolo scorso, scoprì per primo i meccanismi di questa efficace tecnica di sopravvivenza), un trasformismo che consente a un animale di imitare forme o colori di specie nocive, velenose o pericolose, facendo così desistere potenziali predatori. Il grande inganno produce sorprendenti effetti, se si pensa che esistono piccoli ditteri (famiglia di appartenenza delle mosche) denominati sirfidi che grazie a un torace con la stessa colorazione delle vespe assumono l'aspetto delle stesse riuscendo a confondere i predatori e spesso anche gli uomini.

Sempre il "microcosmo a sei zampe" degli insetti ci consente di far luce sul mimetismo mulleriano (da Mùller, l'etologo che ne comprese i meccanismi), che si caratterizza per animali che assumono le sembianze di altri simili che producono sostanze velenose, come il caratteristico caso delle variopinte farfalle Zygaene.

Per ulteriori approfondimenti si consultino:

Wolfgang Wickler, Mimetismo animale e vegetale, Muzzio Editore, Montereggio (MS)1991.

Peter Ward, Il mimetismo animale, De Agostini, Novara 1979.

http://seraitalia.com/educational/articoli/mimetismo_1.htm

Monica Colitti Dipartimento di Scienze della Produzione Animale, Università di Udine

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