Avrei bisogno di qualche delucidazione per quanto rigurada l'ibernazione umana. Ho pochissime nozioni in merito, e una di queste è stata anche messa in discussione durante un "forum" tra amici. Ricordo di aver assistito qualche anno fa a un processo negli USA in cui il motivo del contendere era proprio la richiesta di una giovane donna affetta da un cancro al cervello alla quale erano stati dati 2 mesi di vita e che quindi aveva chiesto al tribunale di poter essere ibernata. Il tribunale, a quanto ricordo, aveva dato il benestare. Adesso vorrei sapere se questo mio ricordo era frutto di pura fantasia, oppure è una realtà. Vi sarei grata se poteste aiutarmi, odio sentirmi dire che leggo troppo e che credo a qualsiasi cosa!
L'ibernazione umana (chiamata anche crionica, criopreservazione, biostasi o sospensione crionica) consiste nel tentativo di conservare nel tempo il cadavere di una persona mediante abbassamento della temperatura. Alla base di questa tecnica vi sono alcune idee di fondo che è bene premettere prima di entrare nei dettagli. Chi spera nell'ibernazione applica al concetto di morte alcune considerazioni tratte dalla teoria dell'informazione. Secondo tali considerazioni una persona è costituita dall'insieme delle sue memorie, esperienze, personalità, speranze, sogni ecc., che sono memorizzate nel suo corpo e soprattutto nel suo cervello. Se le strutture biologiche che memorizzano tali informazioni vengono danneggiate o distrutte la persona è morta per sempre. Se invece, attraverso determinate tecniche, si riuscisse a conservare le strutture biologiche in modo tale da poter in futuro recuperare le informazioni in esse contenute, la persona almeno potenzialmente non sarebbe morta. In linea di principio tali considerazioni hanno un loro senso, purtroppo però si scontrano con difficoltà pratiche che, almeno al giorno d'oggi, non paiono facilmente superabili.
La prima ibernazione umana venne eseguita il 12 gennaio 1967 a Los Angeles, California. Le attuali tecniche di ibernazione prevedono le seguenti fasi.
1) Subito dopo l'arresto cardiaco viene applicato al paziente un apparecchio cardio-polmonare meccanico che, comprimendo ritmicamente il torace, assicura la ventilazione dei polmoni e un continuo flusso di sangue al cervello. Contemporaneamente viene erogato ossigeno.
2) Entro 2 minuti vengono somministrati, per via endovenosa, vari farmaci per ridurre al minimo i danni conseguenti all'arresto cardiaco.
3) Vengono inserite nel paziente delle termosonde per monitorare la sua temperatura e il cadavere subisce un primo raffreddamento con uno spray refrigerante e ghiaccio tritato. Viene inoltre somministrato, per via polmonare, del fluorocarbonio alla temperatura di 0° C, per produrre un raffreddamento rapido del sangue che, circolando nel cervello, lo raffredda a sua volta.
4) Quando la temperatura naso-oro-faringea scende intorno ai 15° C, mediante una pompa viene aspirato tutto il sangue attraverso l'incisione della vena e dell'arteria femorale. Il sistema circolatorio viene quindi lavato con una speciale soluzione salina preraffreddata a 0° C. Durante il lavaggio il raffreddamento del cadavere continua e, circa 2 ore e mezza dopo la morte, la temperatura naso-oro-faringea scende a circa 9° C.
5) A questo punto l'apparecchio di supporto cardio-polmonare viene sconnesso e di solito il corpo, coperto con ghiaccio tritato a 0° C all'interno di uno speciale contenitore, viene trasferito nella sala operatoria di un'associazione crionica (ossia un'associazione specializzata nella conservazione a bassissima temperatura e a lungo termine del corpo umano).
6) Qui il personale medico e infermieristico procede alla perfusione, ovvero all'introduzione nel sistema circolatorio di una soluzione antigelo a base di glicerolo (in alternativa può essere introdotta una soluzione vetrificante, messa a punto, in tempi più recenti, dal biofisico Brian Wowk e collaboratori). Durante l'operazione viene controllato lo stato del cervello per evitare che eventuali emorragie o edemi impediscano la completa perfusione.
7) Terminata la perfusione e tutti monitoraggi relativi, il cadavere, la cui temperatura ha raggiunto nel frattempo il valore di circa 5° C, viene immerso, protetto da un involucro, in un bagno di olio al silicone, preraffreddato a –20° C.
8) Infine il corpo viene trasferito in un contenitore Dewar (una sorta di grosso thermos), riempito con azoto liquido, alla temperatura di –196° C, per la conservazione a lungo termine.
9) Taluni pazienti decidono prima di morire di far ibernare la sola testa anziché tutto il corpo. In tal caso operazioni analoghe alle precedenti vengono applicate alla testa, distaccata dal corpo all'altezza della sesta vertebra cervicale.
Tutte le attuali procedure, nonostante l'avanzato livello tecnologico, garantiscono solo una grossolana conservazione delle strutture biologiche. Il processo di congelamento, infatti, nonostante l'utilizzo delle particolari soluzioni antigelo, danneggia irrimediabilmente le singole cellule. La formazione dei cristalli di ghiaccio al loro interno frantuma infatti le pareti cellulari. Si stanno sperimentando tecniche di raffreddamento più rapide per minimizzare questo tipo di danno.
Utili suggerimenti in tal senso possono provenire dall'osservazione del mondo animale. Esiste, ad esempio, una varietà di rane boschive, diffuse nel Nord America, che hanno la singolare caratteristica di congelarsi a temperature inferiori a O° C, di restare in ibernazione anche per mesi, e di tornare in vita con la stagione calda. Nel loro organismo il ghiaccio si forma dapprima sotto la pelle, poi penetra nelle arterie e le vene e ferma, senza però distruggerli, il cuore e il cervello. Non li distrugge perché le cellule della rane boschive si proteggono con un anticongelante naturale. Uno dei più eminenti ricercatori del settore, Jack Layne dell'Università di Slippery Rock in Pennsylvania ha dichiarato: “Diventa ghiaccio quel 65% del corpo della rana che consiste d'acqua. Ma prima che arrivi il freddo, la rana accumula un'enorme quantità di lipidi (grasso) nel fegato, e lo trasforma in glucosio. Esso mantiene le cellule a una temperatura normale”. Altri ricercatori hanno compiuto ulteriori passi in avanti. Ad esempio, Boris Rubisnky dell'università della California ha congelato il fegato di un topo con glicerolo e lo ha trapiantato dopo alcuni giorni. Altri scienziati hanno usato una speciale sostanza chimica prodotta da un pesce artico, analoga all'anticongelante delle rane boschive: hanno congelato il cuore di un maiale per 24 ore e successivamente lo hanno trapiantato con successo.
L'ibernazione di un intero individuo e il suo successivo ritorno alla vita rimane tuttavia per il momento una pura utopia. Le ricerche nel settore rivestono comunque una notevole importanza per il trapianto di organi. Uno dei principali problemi dei trapianti è infatti la scarsa durata di conservazione degli organi espiantati. Se si riuscissero a trovare tecniche che consentissero una conservazione più lunga, i vantaggi sarebbero indubbiamente notevoli.
Nonostante le probabilità di far rivivere un cadavere ibernato siano allo stato attuale molto basse, i fautori dell'ibernazione umana fanno il seguente ragionamento. La probabilità di ottenere la resurrezione di un corpo ibernato, per quanto piccola, è sicuramente maggiore di quella che si avrebbe dopo la distruzione del corpo. In questo caso infatti la probabilità sarebbe sicuramente nulla. Per chi crede nell'ibernazione (i cosiddetti crionicisti), la sia pur infinitesima probabilità di resurrezione vale l'investimento economico (non certo alla portata di tutti) necessario a organizzare la propria sospensione crionica. Se poi questa non dovesse funzionasse, sostengono i crionicisti, “morto sei e morto rimani… per cui c'è poco da perdere”.
Al di là degli aspetti puramente tecnici e scientifici, l'ibernazione pone non pochi problemi di natura etica e legale. Come si è detto l'intervento deve essere quanto più tempestivo possibile dopo l'arresto cardiaco del paziente. È quindi ovvio che anche per l'ibernazione nascano problemi di carattere etico-giuridico analoghi a quelli che si pongono per l'eutanasia e per l'espianto di organi.
L'unico paese al mondo dove l'ibernazione è possibile sono gli Stati Uniti. Innanzi tutto perché tale paese è l'unico in cui esistano associazioni crioniciste che abbiano organizzato le strutture tecniche adeguate all'intervento. Secondariamente perché negli USA la legge prevede che un individuo sia considerato morto subito dopo l'arresto cardiaco. In Italia, invece, questa pratica non può essere attuata in quanto il Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria impone un periodo di osservazione del paziente di 24 ore dopo l'arresto cardiaco, per poter disporre del cadavere che, in questo arco di tempo subisce danni irreversibili ai fini dell'ibernazione. Neanche la legge sui trapianti può venire in aiuto. Infatti essa prevede un periodo di osservazione del paziente di gran lunga minore (6 ore a circolazione attiva), ma pone, come condizione per intervenire sul paziente stesso, la comparsa della morte cerebrale. Tale condizione tuttavia per i crionicisti significa che il cervello ha oramai subito danni irreparabili. Il dibattito è ovviamente aperto.
Per concludere va infine osservata un'ulteriore argomentazione che i crionicisti portano a favore dell'ibernazione. Noi uomini del XXI secolo abbiamo ottenuto numerosissime informazioni sul nostro passato remoto esaminando i resti dei nostri antenati conservati volontariamente per opera umana (come le mummie) o per cause naturali (pensiamo all'uomo dei ghiacci di Similaun). La conservazione crionica dei cadaveri nel tempo potrebbe analogamente fornire ai nostri successori preziose informazioni su di noi. Quindi l'ibernazione, anche se forse non potrà far sopravvivere i singoli individui, potrà rappresentare una sorta di memoria biologica della specie umana da cui i futuri ricercatori potranno attingere preziosi e utili dati.
Nota: Per ulteriori informazioni sull'ibernazione consiglio le seguenti pagine da cui ho tratto diverse informazioni
In italiano:
http://www.estropico.com/id6.htm
http://www.estropico.com/id133.htm
http://www.estropico.com/id42.htm
http://www.estropico.com/id83.htm
In inglese:
http://www.cryonet.org/
http://www.cryonics.org/
http://www.alcor.org/
http://www.cryonics-europe.org/
http://www.cryonics.org/book1.html
http://www.exploratorium.edu/frogs/woodfrog/index.html