Che cosa è la robotica?
In tempi moderni (verso la metà del Novecento) la tecnologia ha consentito il passaggio dagli ingenui automi ellenistici, arabi, francesi, tedeschi e svizzeri, costruiti a partire dall'inizio dell'era volgare fino a tutto l'Ottocento, a costruzioni più raffinate, che incarnano la sintesi tra tecnologia meccanica, attuatori ed elettronica di controllo basata sull'informatica.
La robotica coinvolge uno spettro vastissimo di discipline scientifiche e ingegneristiche e quindi è difficile darne una definizione precisa: ottica, acustica, elaborazione delle immagini, calcolo, intelligenza artificiale, meccanica, oltre molti strumenti matematici e teorie fisiche...
Si potrebbe dire che il robot è un calcolatore con sensori e motori: mentre il calcolatore è cieco e non ha corpo (e questa è la grande limitazione dell'intelligenza artificiale classica), la robotica cerca di dotare il computer di un corpo, in modo da farlo interagire con l'ambiente. Quindi, il robot è impiegato per vari usi in cui è necessario estrarre informazioni dall'ambiente, elaborarle e poi agire sull'ambiente stesso: così ci sono robot manipolatori di sostanze pericolose o attivi in ambienti a rischio, robot montatori e saldatori nelle industrie automobilistiche ecc.
L'impiego industriale dei robot, che si è sviluppato molto, specie in Giappone ma anche in altri paesi industriali, è vastissimo e dà conto della portata economica delle applicazioni della robotica.
I settori in cui i robot sono impiegati non sono solo quelli manifatturieri, vanno dall'agricoltura all'allevamento, all'edilizia, all'esplorazione oceanica, al nucleare, alla medicina, allo spazio, ai rifiuti, alla difesa, all'ordine pubblico, al traffico, alla manutenzione, alla pulizia...
Per saperne di più, si veda:
Renato Zaccaria, Aspettando Robot, in “Mondo digitale”, n. 3, settembre 2003, pp. 3-18
Il dossier Automi e robot in "Treccani scuola":
http://www.treccani.it
Per una rassegna storica, si veda:
Giuseppe O. Longo, Dal Golem all'intelligenza artificiale, in "KOS", n. 227/228 agosto-settembre 2004, pp. 20-27