Quali sono le principali funzioni psicologiche coinvolte nell'atto di fare un nodo?
Proviamo a immaginare una pagina di un libro di nautica in cui sono raffigurate le varie fasi per arrivare da una corda distesa a un nodo complesso; proviamo a immaginare di seguire le istruzioni scritte mentre costruiamo il nodo con le mani. È facile capire che è necessario investire molta attenzione per seguire le diverse fasi descritte dal libro (e probabilmente sperimenteremmo anche una considerevole dose di frustrazione, per la difficoltà incontrata a capire in quale direzione far andare la corda!). Inoltre, una volta raggiunto il nostro obiettivo con la guida del libro, vorremmo magari provarci da soli. A questo punto verrebbero coinvolte anche funzioni mnemoniche, che metterebbero alla prova il nostro apprendimento.
Dal punto di vista anatomico, è nella corteccia cerebrale che ritroviamo aree altamente specializzate coinvolte nel controllo dei movimenti delle mani. Quando una persona non riesce a eseguire un gesto richiestogli da un esaminatore, benché non abbia difetti di moto, di senso o di coordinazione che ne giustificherebbero il fallimento, si parla di aprassia. Si suppone che questa patologia sia la conseguenza di lesioni in sede corticale parietale o nelle vie cerebrali più profonde di trasmissione del messaggio a strutture cerebrali sottocorticali. Questa difficoltà nell'organizzazione gestuale può essere dovuta o alla mancanza di capacità rappresentative del gesto (la persona non sa cosa deve fare, non sa immaginarsi il gesto da compiere), o all'incapacità di mettere in atto la sequenza motoria immaginata. Si parla, in effetti, di due tipi diversi di aprassia, rispettivamente ideativa e ideomotoria.
Nato nel 1974 si è laureato in Filosofia della Scienza all'Università di Roma La Sapienza nel 1998, e ha conseguto il dottorato di ricerca in Storia della Scienza all'Università di Firenze nel 2003. Attualmente fa ricerca sulla storia e la filosofia delle scienze della vita alla Sezione e al Museo di Storia della Medicina dell'Università di Roma La Sapienza. È redattore di diverse opere dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, e collabora con diverse riviste di divulgazione scientifica ("Galileo", "Sapere", "Le Scienze") e con il gruppo Laser (Laboratorio Autonomo di Scienza Epistemologia e Ricerca), collettivo composto da ricercatori scientifici migrati nei cinque continenti, nato all’inizio degli anni Novanta dalle lotte studentesche dell’Università La Sapienza di Roma.