Un campo non nocivo
Se nel punto d'incontro di due onde in controfase si misura un valore nullo e l'energia si ridispone spazialmente, quando si misura un campo elettromagnetico in un punto preciso, se è nullo o di basso livello, in quel punto potrà essere considerato tale, ma spostandoci si dovrà trovare qualche cosa. Allora che senso ha dire che un campo non è nocivo perché è sotto il livello di legge. Poiché è l'energia prodotta dal campo che fa il suo effetto, non lo farà in quel preciso punto, ma altrove e certamente nelle vicinanze produrà un certo effetto. Tutto questo per capire la validità della legge che stabilisce il livello di un campo elettromagnetico e la sua azione.
Pietro Friso
22 dicembre 2004
I livelli di campo elettromagnetico sono generalmente molto disomogenei spazialmente, non tanto per effetto di sovrapposizione di onde in fase o in controfase (teniamo conto del fatto che in ambiente non abbiamo mai a che fare con onde il cui rapporto di fase rimane costante, ma con relazioni di fase estremamente variabili) ma per effetto di fenomeni di riflessione e rifrazione da ostacoli presenti sul cammino di propagazione. In ogni caso la normativa tiene conto della disuniformità spaziale del campo perché il valore limite va inteso come livello di campo mediato su tre altezze dal suolo, che rappresentano una media sull'estensione del corpo umano.
Giovanni D'Amore
Centro regionale per le radiazioni ionizzanti, Agenzia Regionale per l'Ambiente del Piemonte, Torino