Vitamina C e sistema immunitario

Che relazione c'è tra vitamina C e sistema immunitario?
Angelica Lomonaco
17 dicembre 2004
Non vi sono alterazioni del sistema immunitario strettamente correlate alla disponibilità di vitamina C; ma non si deve dimenticare che tutte le vitamine sono elementi essenziali della nutrizione: questo comporta che ogni carenza vitaminica finisce per produrre una incapacità a sostenere i meccanismi intimi della vita, a livello cellulare, sicchè uno stato di carenza estrema deve portare alla morte e quindi (un po' prima della morte) a una incompetenza immunitaria più o meno manifesta.

Le caratteristiche cliniche dello scorbuto, è questo il nome della malattia dovuta alla carenza grave di acido ascorbico (vitamina C), comune nei marinai dei lunghi viaggi dei secoli XVI-XVIII, determina essenzialmente una fragilità dei connettivi, e conseguentemente una facile rottura dei vasi capillari, specie quelli gengivali, a cui consegue una facilità estrema alle emorragie.
Il secondo effetto della carenza di vitamina C è una anemia cronica dovuta a una ridotta utilizzazione sia del ferro che dell'acido folico. Il danno connettivale, assieme alle emorragie che si verificano nella zona di accrescimento dell'osso portano, nel bambino, a gravi alterazioni scheletriche. Più in generale, i soggetti, anche adulti, in carenza di vitamina C presentano dolori diffusi, difficoltà a muoversi, stanchezza muscolare, poi insufficienza cardiaca; anche questo fa parte della sofferenza dei connettivi di sostegno e del trofismo della fibra muscolare.

Sopravviene, infine, una insufficienza surrenalica: certamente questa ha un ruolo nel facilitare le infezioni, o meglio a ridurre la capacità di risposta dell'organismo, ma senza una diretta intereferenza col sistema immunitario (interferenze indirette, ne abbiamo già viste).
Le ferite stentano a rimarginarsi (e questo può essere causa di infezioni); più in generale, è descritta nello scorbuto anche una facilità alle infezioni severe, un fenomeno che peraltro non rientra tra uno dei caratteri costitutivi del quadro clinico dello scorbuto, e che vanno correlati a quel diffuso intoppo dei meccanismi vitali che uno stato di denutrizione, anche solo qualitativo, porta con se.

Ci sono due motivi che possono star dietro a questa domanda. Il primo, e il più banale, è l'abitudine di trattare le influenze, e più in generale le malattie respiratorie, con alte dosi di vitamina C. Si deve dire che questa pratica, molto diffusa e popolare, non rientra tra quelle che si riconoscono come EBM (Evidence Based Medicine) e di questa pratica nè si può dire che serva nè che non serva, solo che non fa male.
Il secondo motivo, più sofisticato, è che negli stadi avanzati di scorbuto si può osservare una condizione caratterizzata da tumefazione delle ghiandole salivari e da secchezza delle mucose che riproduce la cosidetta sindrome secca, una malattia autoimmune nota anche come malattia di Sjoegren. Che il quadro descritto negli stadi avanzati dello scorbuto sia una vera malattia autoimmune peraltro non è dato di sapere.
Va detto comunque che non conosciamo abbastanza nè dell'effetto delle vitamine nè del complessissimo funzionamento del sistema immune. La vitamina che ha un più diretto e misurabile effetto sulla risposta immune è la vitamina A (come protettiva nei riguardi delle infezioni) . Ma recenti dati epidemiologici indicano che anche la vitamina D (come effetto protettivo nei riguardi dei meccanismi autoimmuni) abbia effetti specifici sulla immunità.

Franco Panizon Dipartimento di Scienze della Riproduzione e dello Sviluppo, Università di Trieste
Keywords: salute e scienza

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