Riviste scientifiche e di divulgazione

Come si può definire una "rivista scientifica"?
È possibile distinguere tra le riviste destinate agli operatori di un settore tra "rivista scientifica" e "rivista di divulgazione scientifica"?
Stefania Negri
29 novembre 2004
C'è una netta distinzione tra riviste scientifiche professionali e riviste di divulgazione scientifica.
Le prime, che in inglese si chiamano journals, sono caratterizzate dal fatto che fanno riferimento a precise comunità (sovranazionali) di scienziati di professione (per esempio gli astrofisici, i geometri, i neuroscienziati e così via) e sono da essi riconosciute. Queste riviste si basano sul sistema della peer review, cioè della valutazione (quasi sempre anonima) fatta dai colleghi appartenenti alla stessa comunità.

Perché un articolo sottoposto a un journal venga accettato per la pubblicazione, deve appunto passare questo tipo di esame che ne valuta i requisiti di pertinenza, correttezza, innovazione.
In altre parole, l'articolo deve aggiungere un pezzetto di conoscenza nuova a quella già accumulata dalla comunità. La peer review garantisce anche che gli articoli pubblicati siano coerenti con le linee maestre della ricerca che viene sviluppata all'interno della comunità.

Inoltre nei vari board delle riviste siedono in genere gli scienziati più in vista della comunità con il compito di controllare che la rivista stessa segua una politica editoriale coerente con gli scopi della comunità. Tutto questo fa sì che ci sia uno stretto legame tra comunità scientifiche e riviste specializzate. È materialmente impossibile che in una di queste riviste venga pubblicato un articolo non proveniente da qualche scienziato della comunità.

Il linguaggio adottato negli articoli di queste riviste è molto specializzato. È difficilmente comprensibile non solo a persone esterne al mondo scientifico ma molto spesso anche a scienziati di altre discipline. Questo non è dovuto a una particolare paranoia degli scienziati ma alle esigenze della ricerca scientifica che impone precisione e concisione e porta spesso a coniare termini che non esistono nel linguaggio comune o a usare parole del linguaggio comune con significati piuttosto esotici.

Queste riviste non si prestano perciò a informare il grande pubblico. La loro funzione è di selezionare e archiviare l'informazione scientifica prodotta in una certa comunità di scienziati. Per informare un pubblico più vasto è necessaria una attenta selezione e un diverso linguaggio. Per questo un articolo di divulgazione è inequivocabilmente riconoscibile.

Per rispondere a una domanda crescente, soprattutto negli ultimi tempi, sono sorte molte riviste di divulgazione scientifica e sta nascendo la figura del comunicatore scientifico. Tuttavia mentre il panorama delle riviste scientifiche professionali è abbastanza stabile e ben definito, quello della divulgazione scientifica è in rapida evoluzione. A questo proposito va detto che il termine divulgazione scientifica è abbastanza inadeguato. La parola divulgazione sembra sottintendere un certo svilimento e appiattimento verso il basso che non corrisponde all'importanza sociale del fenomeno che rappresenta. Io penso che dovrebbe essere sostituito dalla definizione "diffusione della conoscenza scientifica" o "comunicazione della scienza".

Tornando al problema delle riviste di comunicazione scientifica esse sono, per ora, generalmente rivolte a un pubblico indifferenziato. Per questo talvolta appaiono inadeguate o addirittura superficiali. Il punto è che una rivista non può coprire bisogni così diversi, che vanno dall'intrattenimento puro all'aggiornamento di insegnanti, alla curiosità di studenti, alla domanda di informazione documentata di uomini politici o uomini d'affari, fino alla richiesta di informazione interdisciplinare che molti scienziati avvertono. Per soddisfare domande tanto diverse in futuro dovrà nascere un'offerta diversificata di riviste più specializzate di quelle attuali. In altri paesi questo futuro è già cominciato.

Loriano Bonora Settore di Teoria delle Particelle Elementari, SISSA, Trieste

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