Le origini dell'HIV

Qual è il motivo dell'alta percentuale di malati di HIV in Africa? Da dove proviene questa malattia?

Sebastiano Onano
26 novembre 2004
Può sembrare strano, ma i veri motivi dell'impressionante diffusione dell'HIV/AIDS in Africa non sono del tutto noti. Per certo, il motivo principale consiste nella eccessiva promiscuità sessuale di strati rilevanti delle popolazioni residenti a sud del Sahara.
Non a caso, nella prima fase dell'epidemia, l'infezione aveva colpito soprattutto prostitute, “donne libere”, uomini d'affari, camionisti, tutte persone con un'intensa vita sessuale. L'elevato numero di partner sessuali potrebbe però non giustificare del tutto la velocità con cui l'epidemia si è diffusa e le dimensioni raggiunte.

Sono stati chiamati in causa, allora, altri fattori, fra i quali sicuramente le malattie sessualmente trasmesse.
È noto, infatti, che queste sono particolarmente diffuse nell'Africa sub-Sahariana, e che estremamente frequente è il riscontro di ulcere genitali (dalla cosiddetta "ulcera molle" alla sifilide primaria, alle lesioni herpetiche). Ulcere ed erosioni possono facilitare l'ingresso del virus contenuto nello sperma, determinando quindi un aumento del rischio di infezione. Anche le malattie non ulcerative possono favorire la trasmissione dell'infezione, tramite un aumento dei leucociti (fra i quali i linfociti che contengono il virus) presenti nello sperma. Al contrario, si è visto che altri fattori, fra i quali la circoncisione, praticata in alcune zone dell'Africa, possono ridurre il rischio di infezione da HIV.

Per ciò che concerne la seconda parte della domanda è possibile dire che i primi casi di AIDS vennero identificati in California nel giugno del 1981, ma ben presto ci si rese conto che l'epidemia era già da tempo ampiamente diffusa in alcuni paesi dell'Africa centrale.
Uno studio effettuato su sieri raccolti in Congo nel 1959 e successivamente congelati, ha permesso di rilevare la presenza di anticorpi diretti contro l'HIV. Questo significa che l'infezione era presente, in quelle remote aree del mondo, già sul finire degli anni '50.

L'analisi dettagliata del corredo genetico di HIV ha evidenziato come questo virus (il virus dell'immunodeficienza umana) sia simile a quello di un altro virus, il SIV (virus dell'immunodeficienza delle scimmie), presente nello scimpanzè. Oggi si ritiene che il virus umano abbia origine proprio dal SIV. Dopo una serie di tentativi, il virus avrebbe fatto un passaggio di specie, ovvero sarebbe passato dalla scimmia all'uomo, adattandosi a quest'ultimo ospite e divenendo capace di trasmettersi da uomo a uomo. Il passaggio di specie sarebbe avvenuto intorno al 1930, e quindi sarebbero occorse diversi anni prima che l'HIV si diffondesse nel mondo, passando da zone più remote alle città dell'Africa e del mondo industrializzato.

Come si sarebbe verificato il passaggio dalla scimmia all'uomo?

Su questo non ci sono certezze, ma è noto che le scimmie in Africa sono oggetto di caccia, anche a fini alimentari. È presumibile che il contatto fra il sangue di una scimmia e le ferite della cute di un uomo si possano verificare in tali circostanze (ad esempio, durante la macellazione di una scimmia ecc.).

Giovanni Rezza Istituto Superiore di Sanità, Roma

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