Campi magnetici e distanze di sicurezza

Buondi, finalmente abbiamo trovato l'appartamento che cerchiamo da una vita, ma affacciandoci al terrazzo (3°piano) ci siamo trovati davanti una sottostazione di smistamento di corrente elettrica da 132 KV a 3KV, delle ferrovie.

Sei mesi fa hanno costruito una paratia davanti ai trasformatori anche per il rumore e quindi rimangono isolati, ma anche alla luce della distanza dall'appartamento (circa 60 m) corriamo qualche pericolo di salute?

Giorgio Moreni
20 novembre 2004
La domanda non è semplice, sia perché è difficile valutare una situazione a distanza, senza poter effettuare misure, sia per le controversie riguardo alla supposta pericolosità dei campi magnetici.

Il campo magnetico prodotto da un trasformatore è analogo a quello prodotto da una linea elettrica (è in entrambi i casi un campo magnetico a bassa frequenza). I campi sono più intensi vicino ad un trasformatore, ma calano molto più rapidamente con la distanza, per cui a 60 metri sono con tutta probabilità assolutamente trascurabili.
Per avere informazioni più sicure potrebbe essere utile una misurazione, con uno strumento anche semidilettantistico (usato comunque da una persona competente), ma non credo valga la spesa rivolgersi a un consulente professionale.

La legge italiana impone limiti assoluti di 100 microtesla (praticamente sempre rispettati), obiettivi di attenzione di 10 microtesla e di qualità di 3 microtesla. Gli obiettivi di attenzione andrebbero rispettati per edifici residenziali ma di fatto viene concesso un tempo lungo per adeguarsi.
Gli obiettivi di qualità dovrebbero essere raggiunti entro il 2012, ma credo sarà difficile che questi tempi vengano rispettati.
Da un punto di vista sanitario, quel che si sa sui campi è che non sono collegati a nessun tipo di tumori degli adulti per esposizioni inferiori a qualche microtesla. Per esposizioni più intense, semplicemente non esistono abbastanza persone esposte per poter effettuare studi statistici, ma non abbiamo motivo di ritenere che esistano rischi.

Esiste però un sospetto che campi superiori a 0,4 microtesla producano un aumento delle leucemie infantili. Questa eventualità è giudicata comunque "improbabile" dagli stessi ricercatori che hanno trovato qualchecorrelazione.

Il problema (o fortuna) nello stabilire se questo rischio sia reale è che le leucemie infantili sono molto rare (200 casi l'anno in Italia), e l'effetto dei campi elettromagnetici, se fosse vero, procurerebbe meno di un caso aggiuntivo l'anno, difficile quindi da distinguere da fluttuazioni casuali.
È da notare che dal 1979 a oggi sono stati fatti studi sempre più sofisticati, che osservavano un numero sempre maggiore di bambini, trovando un effetto sempre minore. Dieci anni fa sembrava che campi di 0,2 microtesla causassero un raddoppio dei casi di leucemia, oggi questo è definitivamente escluso, e si trovano possibili aumenti di 1,6 volte per esposizioni, come dicevo, maggiori di 0,4 microtesla. In altre parole, l'effetto resta sempre molto incerto, come un miraggio che resta all'orizzonte anche se ci muoviamo verso di lui: non lo ritroviamo dove lo avevamo visto prima, ma sempre un po' fuori dalla nostra portata.

Non ci sono indicazioni serie di altri tipi di danni dovuti ai campi (disturbi del sonno, malformazioni fetali). Nel complesso i campi elettromagnetici a bassa frequenza sono uno degli agenti meglio studiati. Sono state seguite centinaia di migliaia di persone esposte per decine di anni, senza trovare nessun effetto negativo oltre il dubbio citato sopra. Nessuno studio di laboratorio ha trovato effetti di nessun tipo per campi sotto i 100 microtesla.
Non esistono meccanismi noti, o anche solo ipotizzati, con cui i campi potrebbero influire in qualche modo sulla materia vivente alle intensità consentite dalla legge.

Siamo costantemente esposti a campi magnetici a bassa frequenza quando ci muoviamo (e quindi il campo magnetico terrestre "varia" perché noi ci muoviamo rispetto ad esso), o quando andiamo in auto (le parti ferrose dell'auto, per esempio le ruote, si magnetizzano, e producono un campo magnetico muovendosi). Questi campi sono con tutta probabilità molto più intensi di quelli dovuti ai trasformatori.

L'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) e i principali enti protezionistici suggeriscono quindi una certa prudenza, limitando le esposizioni dove questo sia semplice da realizzare, ma non ritengono sia il caso, ad esempio, di intervenire su impianti già esistenti. In particolare l'OMS ritiene che non esistano i presupposti per adottare il cosiddetto "principio di precauzione".
Sebbene questa posizione sia condivisa dalla stragrande maggioranza dei ricercatori che studiano questi temi, esistono alcune voci discordanti. L'argomento è inoltre stato caricato di connotati politici, per cui il dibattito è molto acceso, anche se spesso le argomentazioni scientifiche sono poste in secondo piano o fortemente distorte.

Tornando al suo caso, confrontando gli ipotetici danni dovuti ai campi (se reali, un caso di leucemia in Italia ogni due anni) con quelli certi dovuti ad esempio all'inquinamento da traffico (diversi casi solo di leucemia infantile ogni anno, più malattie respiratorie, rischi di incidenti...), mi preoccuperei sicuramente di più della qualità dell'aria, della presenza di verde nella casa, o nel quartiere, della possibilità di far moto, rispetto a qualsiasi danno da campi magnetici.

Per approfondimenti:

Pagine divulgative del progetto di studio sui campi elettromagnetici dell'OMS:

http://www.who.int/docstore/peh-emf/publications/facts_press/fact_italian.htm

In particolare consiglio la lettura del documento su "Campi elettromagnetici e salute pubblica - politiche cautelative":

http://www.who.int/docstore/peh-emf/publications/facts_press/ifact/cautionary-FS-italian.htm

Domande e risposte sui campi a bassa frequenza, a cura dell'IFAC-CNR:

http://www.iroe.fi.cnr.it/pcemni/domarisp/b50indx.htm

L'Istituto Superiore di Sanità mantiene un sito sull'argomento della pericolosità dei campi elettromagnetici:

http://www.epicentro.iss.it/problemi/campi/campi.htm

Raccolta di domande e risposte curata dal dott. Moulder, del Medical College of Wiscounsin. La migliore disponibile in rete, con centinaia di riferimenti bibliografici, purtroppo disponibile solo in inglese:

http://www.mcw.edu/gcrc/cop/powerlines-cancer-FAQ/toc.html

Molti altri link sull'argomento sono accessibili tramite una raccolta da me curata:

http://www.arcetri.astro.it/~comore/campiem/

Gianni Comoretto Osservatorio Astrofisico di Arcetri, INAF, Firenze

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