Salve, mi è capitato di riflettere sul rapporto tra periodo di sonno e periodo di veglia nei vari animali. Non sono un'esperta, ma mi è parso di osservare che, mentre molti mammiferi hanno un comportamento diverso da quello umano, e cioè non dormono tutta la notte e per molte ore di seguito, moltissimi uccelli sì. C'è qualche spiegazione legata alla loro biologia?
Alessia Moretti
3 ottobre 2004
Molti Uccelli diurni, specialmente quelli di piccole dimensioni, di notte entrano in una sorta di torpore accompagnato da abbassamento dei valori del metabolismo basale e, di conseguenza, della temperatura corporea. Questo permette loro di risparmiare consistenti riserve energetiche nel periodo di inattività notturna, in cui non possono nutrirsi. La loro attività è quindi ben sincronizzata con l'alternarsi dei periodi luce-buio, ovvero giorno-notte, e perciò dormono per tutta la notte.
Lo stesso vale per i Mammiferi piccoli, specialmente quelli che vivono in tane, salvo che alcuni sono notturni e quindi dormono durante il giorno. Quelli diurni di dimensioni medie o grandi, che dormono all'aperto, dormono, per così dire, con un occhio solo, cioè mantengono costantemente un certo livello di attenzione per l'ambiente circostante, dal quale possono originare genericamente pericoli. Perciò qualsiasi perturbazione dell'ambiente, perfino un lieve rumore, ne provoca facilmente il risveglio. L'uomo, specialmente quello civilizzato, è un animale atipico, che vive in un ambiente molto protetto, ha organizzato la sua società in modo che tutti contribuiscano al progresso del benessere individuale e collettivo lavorando (e quindi spendendo energie) in modo sproporzionatamente più intenso di quanto facciano gli altri Mammiferi e che in genere, grazie al benessere conquistato, va a dormire sovraccarico di cibo e di bevande. Questo determina da un lato un rilassamento più profondo e dall'altro la necessità di un periodo di recupero più lungo o, in termini comuni, di un sonno più pesante.
Un paragone più calzante si potrebbe fare tra Mammiferi e uomo "primitivo" (del quale sappiamo poco ma immaginiamo molto). Non credo che un cacciatore primitivo (o un gruppo di cacciatori), sorpreso dalla notte lontano dal campo-base, potesse abbandonarsi a sonni profondi e prolungati.
Carlo Utzeri
Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo, Università di Roma