Viceversa, dalla luce bianca di una lampada a incandescenza si possono estrarre le componenti colorate per mezzo, ad esempio, di una fenditura e un prisma di vetro (vedi figura).
Le sorgenti di luce però non sono tutte uguali nel contenuto di colori puri. Se ad esempio si usa una lampada al neon, invece di un arcobaleno continuo si osserva una struttura discreta (a righe, come nella figura). Questa struttura è lo spettro della luce ossia la composizione di quella particolare sorgente in termini di colori puri. Ogni tipo di lampada ha un proprio spettro caratteristico.
La luce è campo elettromagnetico. Fisicamente, i colori puri corrispondono a frequenze d'oscillazione del campo; la percezione di colore è data dai diversi tipi di recettori del nostro occhio. Le frequenze dell'intervallo rosso ÷ blu corrispondono a
(4,3 ÷ 7,5) · 1014 Hz (Hertz). Al di fuori di questo intervallo le componenti di campo elettromagnetico non sono più visibili all'occhio umano, ma sono misurabili con opportuni strumenti. Lo spettro di un dato campo descrive appunto quali componenti di frequenza sono presenti e in che misura.