Il gas proiettato all'esterno del motore degli aerei jet (una miscela di aria e gas combusti) subisce una rapida espansione e si raffredda. Se l'atmosfera non è troppo secca, il vapor d'acqua si condensa in goccioline lungo la scia dei gas espulsi. In ciò è favorito dalla presenza delle particelle carboniose derivanti dalla combustione che agiscono da "nuclei di condensazione".
In assenza di venti la striscia di vapore condensato, in pratica una vera e propria nube filiforme generata artificialmente, permane a lungo inalterata. La scia, spesso, non appare continua bensì costituita da fitti sbuffi di vapore appena distanziati tra loro. Questi hanno a che fare, presumibilmente, con gli"effetti di vorticità" associati al meccanismo di decompressione ed espulsione dei gas.
Andrea Frova
Dipartimento di Fisica, Università di Roma "La Sapienza"