La conducibilità ionica

Vorrei avere delle spiegazioni sul fenomeno della conducibilità ionica per i polimeri usati nelle batterie al litio.
Nicola Spanò
24 luglio 2004
Lo studio degli elettroliti polimerici non coinvolge solo l'elettrochimica ma un ampio settore interdisciplinare che comprende differenti aree scientifiche quali la Chimica Macromolecolare, quella Organica e l'Inorganica. Tra gli elettroliti polimerici quelli a conduzione per ioni litio rivestono una particolare importanza per il loro possibile utilizzo nelle batterie ricaricabili e in particolare per quelle d'ultima generazione, basate sulla tecnologia litio-ione e denominate batterie polimeriche al litio.

Un elettrolita polimerico, con conduzione dovuta a ioni litio, si ottiene dissolvendo un sale di litio in una macromolecola organica ad alto peso molecolare contenente eteroatomi o gruppi elettron donatori che instaurano legami di coordinazione con i cationi del sale. L'anione del sale deve avere dimensioni tali da garantire imgombro sterico e quindi bassa mobilità. Le matrici polimeriche attualmente utilizzate sono sia l'ossido di polietilene (PEO) sia l'ossido di polipropilene (PPO) e gli elettroliti che ne derivano, per dissoluzione di LiClO4, LiCF3SO3, LiBF4 o LiN(CF3SO2)2, rimangono gli archetipi di questa classe di conduttori.

Gli elettroliti polimerici rappresentano una classe di conduttori ionici le cui proprietà sono intermedie tra quelle dei conduttori solidi ionici e quelle delle soluzioni elettrolitiche. Dal punto di vista fenomenologico la migrazione del catione all'interno di un elettrolita polimerico dipende dal grado di cristallinità (stabilità strutturale) e dalla temperatura di transizione vetrosa (Tg) della matrice polimerica. In generale, basso grado di cristallinità e temperature superiori a quella di Tg concorrono ad aumentare i valori di conducibilità elettrica. Infatti, nelle zone amorfe vi è una maggiore concentrazione dei portatori di carica, dovuta alla maggiore solubilità del sale rispetto a quelle cristalline. A temperature superiori a Tg il polimero si trova nel cosiddetto stato gommoso il cui comportamento visco-elastico, tipico degli elastomeri, ne garantisce la massima flessibilità.

A livello microscopico il meccanismo di conduzione è estremamente complesso poiché l'elettrolita è generalmente costituito da catene polimeriche di lunghezza variabile (da qualche decina a milioni di unità monomeriche), ioni dissociati, ioni solvatati e coppie ioniche le cui relative concentrazioni, mobilità e interazioni concorrono a determinarne la conducibilità ionica totale.

In particolare, la mobilità delle catene polimeriche decresce rapidamente al crescere del peso molecolare medio (Mw) fino a un valore pressoché nullo (per Mw ~ 3000 Dalton); per valori di Mw maggiori la matrice polimerica è definita solvente immobile e non contribuisce in maniera diretta al trasporto dei portatori di carica.
Un elettrolita polimerico con conduzione dovuta a ioni litio, nella quasi totalità dei casi, è costituito da un solvente immobile in cui lo ione Li+ migra con un meccanismo di coordinazione e decoordinazione lungo le catene e tra di esse, utilizzando gli atomi dotati di doppietti elettronici liberi. Nel caso del PEO l'interazione del Li+ avviene con gli ossigeni presenti nel composto macromolecolare.

Gli elettroliti a gel polimerico, ottenuti incorporando nella matrice opportuni agenti plastificanti, sono un'ulteriore evoluzione di questi composti. L'aggiunta di plastificanti non altera il meccanismo di conduzione ma introduce nel sistema modificazioni strutturali e morfologiche (diminuzione del grado di cristallinità, incremento del volume libero) che ne aumentano sensibilmente le proprietà elettriche. Un tipico esempio è rappresentato dall'aggiunta di polietileglicole (PEG) al PEO, che ne incrementa la conducibilità di circa un ordine di grandezza.

È opportuno ricordare, al fine di evitare possibili equivoci, che il termine "elettrolita a gel polimerico" definisce anche un gran numero di sistemi omogenei costituiti da una matrice polimerica (poliacrilnitrile PAN, polimetilmetacrilato PMMA o PVdF), da un solvente (etilen-carbonato EC, propilen-carbonato PC, N,N-dimetilformammide DMF) e da un sale di litio (LiClO4, LiAsF6, LiN(CF3SO2)2).
In questi casi la matrice polimerica ha solo la funzione di contenitore della soluzione elettrolitica e non contribuisce al meccanismo di conduzione che è del tutto analogo a quello delle soluzioni liquide tradizionali anche se si sono osservate, in alcuni casi, interazioni tra polimero e soluzione.

Riccardo Ruffo Dipartimento di Scienza dei Materiali, Università degli Studi di Milano Bicocca

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