Seconda la relatività, un'astronave in accelerazione aumenta la sua massa e man mano che si avvicina alla velocità della luce necessita di una quantità sempre maggiore di carburante con un consumo che diventa quindi esponenziale. Essendo il carburante caricato sull'astronave, corrispondentemente all'aumento di velocità, non dovrebbe aumentare anche la massa del carburante? Se così fosse, l'aumento di velocità e l'aumento di massa non dovrebbero compensarsi e l'accelerazione proseguire fino all'ipotetico superamente della velocità della luce?
La massa ha una sua definizone operativa solo nel sistema di riferimento in cui il corpo è a riposo e ivi la relazione fra massa ed energia del corpo è data dalla relazione di Einstein:
Nel caso di un'astronave, il riferimento che ha senso è quello solidale con essa perchè è rispetto a questo riferimento che si calcola il consumo di combustibile e la sua massa residua.
Per aumentare la velocità dell'astronave rispetto a qualche osservatore esterno occorre imprimere a essa un'accelerazione, per esempio, costante. L'osservatore solidale con l'astronave tuttavia può solo sentire e misurare l'accelerazione ma non valutare la sua velocità istantanea che rimane, per defizione di osservatore comovente, uguale a zero. Questi si accorgerà tuttavia che, con il passare del tempo, occorrerà esercitare sull'astronave una forza sempre maggiore anche solo per mantenere l'accelerazione costante. Inoltre, nel limite di un tempo infinito, tale forza tenderà all'infinito in base al fatto che la velocità dell'astronave tenderà alla velocità della luce rispetto a qualsivoglia osservatore esterno. Per ottenere questo risultato occorrerà una quantità infinita di combustibile ma ciò non sarà possibile perchè la massa del combustibile sarà quella fissata all'inizio del viaggio e potrà solo diminuire con il consumo.