Il colore del sangue

Vorrei sapere a che cosa è dovuto il colore rosso del sangue.
Lucia Bellini
27 giugno 2004
Il sangue, messo in movimento dal cuore, circola nel nostro corpo portando alimenti e ossigeno a tutti gli organi e spazzando via i rifiuti del metabolismo delle cellule, fra cui l'anidride carbonica. Il sangue non è un liquido puro come l'acqua ma un fluido nel quale stanno in sospensione molecole di vario tipo e cellule.

Se si mette un pò di sangue in una provetta (cioè un contenitore lungo e stretto) dopo un certo tempo vedremo che la parte bassa della provetta contiene una pappa densa di colore rosso vivo, mentre nella parte alta troveremo un liquido giallino. Quest'ultima parte è il siero mentre la parte rossa è costituita da cellule che sono per la stragrande maggioranza globuli rossi o eritrociti. Sono proprio queste cellule (ce ne sono 5 milioni in un centimetro cubo!) che danno al sangue il colore rosso.

I globuli rossi trasportano l'ossigeno a tutti i tessuti permettendone la vita. Un terzo della massa del globulo rosso è costituito dall'emoglobina che è la proteina deputata al trasporto dei gas, come l'ossigeno. L'emoglobina è costituita da un parte proteica, la globina, e da una parte che contiene ferro, l'eme. Senza ferro l'emoglobina non può essere costruita e questa è la ragione per cui, quando manca ferro, si sviluppa l'anemia.
L'emoglobina, come del resto molti altri composti del ferro (si pensi alla ruggine per esempio) ha una colorazione rossa. Quindi il colore rosso del sangue è dovuto al ferro dell'emoglobina contenuta nei globuli rossi.

Per la verità l'emoglobina ha una tonalità leggermente diversa se trasporta ossigeno oppure anidride carbonica: il sangue arterioso che trasporta l'ossigeno infatti è rosso vivo, mentre quello venoso, che trasporta anidride carbonica, ha una tonalità tendente al rosso scuro che attraverso la pelle ci appare bluastro. Per questa ragione, nei libri, il sangue arterioso viene rappresentato con il colore rosso mentre quello venoso è rappresentato in blu.

A questo punto chiediamoci perché una cosa ha il colore che ha.
Il nostro occhio è un organo capace di rivelare onde elettromagnetiche della stessa natura delle onde radio ma che, ovviamente, hanno frequenze diverse da quelle che captiamo con l'udito. L'occhio è sensibile solo a onde elettromagnetiche in un intervallo di frequenze estremamente ridotto (ecco perché non vediamo le onde radio). Le note dell'occhio sono i colori. La radiazione di minor frequenza verrà percepita come rosso, quella di maggior frequenza come blu/violetto, mentre il verde, dove l'occhio ha la massima sensibilità, corrisponde a frequenze intermedie. E gli altri colori? Beh, questi corrispondono non tanto a una specifica frequenza ma piuttosto a una miscela di essee, proprio come un rumore che non può essere identificato con una nota precisa ma nasce da un insieme disordinato di note diverse.

La luce solare contiene tutte le frequenze. Quando la luce, che è una forma di energia, colpisce un oggetto, una parte dell'energia viene riflessa e una parte penetra nel corpo. Se un corpo assorbe tutte le frequenze, nessuna energia viene riflessa verso il nostro occhio e quindi il corpo ci apparirà nero; se invece riflette tutto ci apparirà bianco. Il ferro dell'emoglobina ci appare rosso perchè assorbe le frequenze maggiori e ci riflette soltanto quella minore, che noi percepiamo come rosso.

Claudia Ceccarelli Dipartimento di Endocrinologia, Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana

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