Il disastro di Chernobyl

Com'è accaduto il disastro alla centrale nucleare di Chernobyl?
Edoardo Torretti
28 maggio 2004
La fonte più accreditata per conoscere quanto è successo nell'unità 4 della centrale nucleare di Chernobyl il 26 aprile 1986 è il rapporto redatto dall'IAEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica) sulla base di un precedente documento redatto da parte dell'Istituto per l'Energia Atomica dell'URSS. Il rapporto dell'AIEA tra l'altro è stato pubblicato in italiano sul numero di novembre-dicembre '86 del notiziario dell'ENEA “Energia e Innovazione”.

In estrema sintesi: il reattore in questione (RBMK nella sigla originale russa, cioè “reattore di grande potenza a canali”) era un reattore moderato a grafite e raffreddato ad acqua, di potenza elettrica nominale pari a 1000 Mwe e potenza termica pari a 3200 Mwth . L'incidente si è prodotto durante una prova con cui si voleva studiare la possibilità di produrre ancora potenza elettrica dopo un eventuale distacco del reattore, sfruttando l'inerzia del turbogeneratore. Durante questa prova il livello di potenza del reattore venne abbassato troppo, fino a 200 Mwth, cioè ben al di sotto del limite di sicurezza per il funzionamento continuato, che era di circa 700 Mwth.

In queste condizioni una caratteristica progettuale che viene indicata in gergo tecnico come “coefficiente di vuoto positivo” ha portato, a causa di ulteriori manovre non corrette, a un aumento rapidissimo e incontrollato della potenza termica: secondo le stime del rapporto sovietico, nel giro di 4 secondi la potenza termica sviluppata nel reattore è arrivata a circa 100 volte il valore nominale.

Questo ha portato a una gigantesca esplosione di vapore con scoperchiamento del “pentolone” in cui era contenuto il reattore: a questo punto la grafite esposta all'aria si è incendiata, ed è venuto fuori il disastro ben noto, cioè la fuoriuscita e diffusione nell'ambiente di una parte molto rilevante del materiale radioattivo contenuto nel reattore.

È bene notare che a Chernobyl non c'è stata un'esplosione nucleare con gli associati effetti di onda d'urto e di intensa produzione di neutroni e di radiazioni da fissione. Ma l'esplosione da vapore e il successivo incendio della grafite hanno prodotto comunque l'immissione nell'ambiente di un'enorme quantità di isotopi radioattivi.

Una descrizione dell'evento non ufficiale ma molto interessante è contenuta nel libro Chernobyl insight from the inside scritto da V.M. Chernousenko (fisico nucleare ucraino coinvolto a livello direttivo nel lavoro di bonifica successivo all'incidente) ed edito da Springer-Verlag.

Francesco Giusiano Dipartimento di Fisica, Università di Parma

© Copyright SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati - Trieste (Italy) - 2001-2011