Il legno è un buon isolante elettrico? Perchè, eseguendo in laboratorio la classica esperienza con due elettroscopi collegati tra loro con aste di vari materiali, un'asta di legno si è comportata come una metallica?
Marco Szalay
13 maggio 2004
Il legno più che un materiale costituisce una classe di materiali compositi di origine biologica. Le sue proprietà fisiche, così come quelle chimiche, variano moltissimo a seconda del tipo di legno, dei trattamenti subiti e, più complessivamente, della sua storia. Tutti noi sappiamo bene, per esperienza diretta o riferita, la differenza tra ardere legna secca e legna verde. La proprietà chimica in gioco in un simile processo è ovviamente sempre la stessa (l'ossidabilità della cellulosa che costituisce la base strutturale del legno) ma la presenza o meno di acqua nel tessuto legnoso fa sì che il processo di combustione decorra con l'emissione o meno di fumi.
Per le proprietà elettriche del legno vale un discorso simile: un legno ben essiccato e custodito in maniera appropriata è sostanzialmente quasi del tutto privo di acqua (costituente di base di tutti i tessuti vegetali): la sua capacità di trasportare cariche elettriche è quindi del tutto marginale, ed è legittimo attendersi che esso si comporti come un isolante. Se tuttavia il legno o non è stato completamente essiccato o si è reidratato a causa del modo in cui esso è stato conservato, l'acqua (originariamente presente nel legno o riacquisita dall'atmosfera) darà luogo a correnti ioniche importanti, rendendo il materiale conduttivo. Non si tratta, ovviamente, di un comportamento metallico ma semplicemente di un comportamento conduttivo, del tutto analogo a quello che osserveremmo in una soluzione salina in cui venissero immersi degli elettrodi.
Dario Narducci
Dipartimento di Scienza dei Materiali, Università di Milano Bicocca