Molto più probabilmente la domanda proposta si riferisce alla curiosità di conoscere i metodi per valutare il livello intellettivo dell'uomo ovvero la sua intelligenza. Definire l'intelligenza non è un compito molto semplice; pochi concetti in psicologia hanno ricevuto una così approfondita attenzione resistendo comunque a una completa delineazione. Se volessimo essere chiari, bisognerebbe sicuramente evidenziare che quando si parla di intelligenza non ci si riferisce a una singola abilità, bensì a un insieme di componenti coinvolte nella gestione del comportamento dell'essere vivente. Parleremo, senza ombra di dubbio, dell'abilità di pensare, di risolvere problemi, di apprendere, di memorizzare, di comunicare in modo funzionale e naturale ma dovremmo introdurre anche concetti quali creatività, intuizione, consapevolezza, emotività, capacità di adattarsi e sopravvivere in un mondo complesso e di trarre profitto dall'esperienza.
Dal suo esordio il test di intelligenza è stato usato prevalentemente in ambito educativo come predittivo del successo scolastico degli individui. Per la loro stessa natura i test di intelligenza riflettono gli ideali e i valori della cultura di chi li ha ideati, con tutte le conseguenze che questo comporta. Ricordiamo, infatti, che negli anni Sessanta in America ci fu un'ondata di discussioni provocate dalla pubblicazione di un articolo di Arthur Jensen, dell'Università della California, in cui l'autore si chiedeva se gli stanziamenti economici a favore dell'istruzione dei bambini socialmente svantaggiati (come i neri) fossero realmente efficaci, una volta accertato che il loro quoziente d'intelligenza, geneticamente deficitario, cambiava ben poco nonostante gli investimenti dello Stato!
Al di là della difficoltà di individuare una definizione unica del termine, le connotazioni di questo processo cognitivo sono rimaste intimamente intrecciate alle tecniche usate per la sua misurazione. Esistono molti metodi per testare la qualità e il livello di intelligenza; solitamente parliamo di test composti da una serie graduale di compiti che indagano le varie componenti sopra esposte. La scala Binet, il primo test di intelligenza, venne introdotta nel 1905 in Francia con lo scopo di misurare le capacità di base dei bambini, ma è solo nel 1917 che il test venne perfezionato con l'introduzione del concetto di "Quoziente Intellettivo" (QI) ovvero una misurazione del livello di intelligenza in relazione all'età. Più specificamente, il QI è il rapporto tra l'età mentale del soggetto (determinata attraverso test standardizzati) e la sua età cronologica, moltiplicato per 100
(età mentale / età cronologica X 100).
Attualmente il test di intelligenza più utilizzato è la WAIS (Wechsler Adult Intelligence Scale). La scala WAIS è costituita da 11 test differenti: sei misurano le abilità cognitive di natura prevalentemente verbale e gli altri cinque le abilità cognitive di natura principalmente visiva, spaziale, manipolativa. I risultati delle prime sei scale danno origine al Quoziente Intellettivo Verbale, i punteggi delle ultime cinque confluiscono nel Quoziente Intellettivo di Performance. La media di questi due indici è il Quoziente Intellettivo Totale.
Concludendo è necessario sottolineare che i test rappresentano solo una delle strade da compiere parallelamente ad altri percorsi nell'ottica della conoscenza del soggetto; presi singolarmente non offrono né certezze né rivelazioni.
Nato nel 1974 si è laureato in Filosofia della Scienza all'Università di Roma La Sapienza nel 1998, e ha conseguto il dottorato di ricerca in Storia della Scienza all'Università di Firenze nel 2003. Attualmente fa ricerca sulla storia e la filosofia delle scienze della vita alla Sezione e al Museo di Storia della Medicina dell'Università di Roma La Sapienza. È redattore di diverse opere dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, e collabora con diverse riviste di divulgazione scientifica ("Galileo", "Sapere", "Le Scienze") e con il gruppo Laser (Laboratorio Autonomo di Scienza Epistemologia e Ricerca), collettivo composto da ricercatori scientifici migrati nei cinque continenti, nato all’inizio degli anni Novanta dalle lotte studentesche dell’Università La Sapienza di Roma.