Messaggi subliminali

In che modo agiscono i messaggi subliminali nel nostro cervello?
Ho sentito parlare di messaggi subliminali audio e audio-visivi, ne esistono anche di altri tipi?
Stefania Delprete
6 maggio 2004
Il problema è intricato. Prima di fare delle ipotesi sul modo in cui possono funzionare i messaggi subliminali, bisogna convincersi che possa esistere uno stimolo che è al tempo stesso così debole da cadere sotto la soglia (o "limen") della percezione consapevole ma sufficientemente intenso da produrre un qualche effetto misurabile sulla prestazione di un osservatore.

L'esempio che spesso si fa, per colpire l'immaginazione dei consumatori, è quello della breve presentazione di un messaggio pubblicitario (uno slogan, un'immagine) fatto comparire fulmineamente in mezzo a un filmato dal contenuto neutrale e in grado di spostare le scelte d'acquisto. Ammettiamo che il consumatore abbia aumentato la propria preferenza per il prodotto reclamizzato nel breve messaggio. Siamo proprio sicuri che si debba parlare di stimolazione subliminale? No, perchè il messaggio potrebbe essere stato notato, in qualche modo vago, ma senza che ci sia stato il tempo per acquisire sicurezza dell'identificazione. In laboratorio, per dimostrare in modo rigoroso il fenomeno della comunicazione subliminale, si deve procedere così.

Si devono condurre due esperimenti coordinati. In un primo esperimento l'osservatore deve discriminare tra due sequenze, una contenente un breve messaggio e una priva di tale messaggio. Si predispongono tante prove, con messaggio di durata variabile. Con una procedura piuttosto laboriosa si giunge a determinare un intervallo di esposizione così breve da cadere sotto la soglia della rilevabilità, per un dato osservatore. Poi in un altro esperimento si utilizzano messaggi della stessa durata e si controlla se questi producono un qualche effetto misurabile in un qualsiasi compito in cui si sa che uno stimolo sopraliminale produce un effetto misurabile. Con questa tecnica si è giunti a dimostrare l'esistenza di effetti subliminali sulla piacevolezza soggettiva di figure prive di significato, una dimensione che viene influenzata dalla semplice esposizione precedente a forme simili e su altre proprietà di stimoli figurali. In via di principio, l'esistenza del fenomeno non ci deve turbare troppo. Moltissimi ricercatori sono inclini ad accettare che stimoli molto deboli possono sfuggire alla percezione consapevole. Questo non vuol dire che non siano registrati (a livello inconscio) e che non possano produrre degli effetti. Non dobbiamo pensare che la percezione consapevole sia indispensabile per il verificarsi di effetti successivi.

Quando si presentano degli stimoli in rapida sequenza, in laboratorio, si scoprono molti effetti strani, ricollegabili alla sfera del subliminale.

Stimoli presentati rapidamente, e riconoscibili in modo quanto meno incompleto, influenzano le forme presentate subito dopo. Resta da chiedersi se questi stimoli deboli agiscono secondo gli stessi meccanismi che vengono attivati da stimoli più forti. In prima approssimazione viene di dire di sì. Se la parola "pane" viene presentata per un tempo rapidissimo il soggetto può essere incerto sulla sua identità, e riferire di non averla vista. Ciò non significa che "pane", presentato brevemente, non possa facilitare il riconscimento di "burro", presentato subito dopo. Può farlo, sfruttando lo stesso meccanismo usato da stimoli più intensi.

Walter Gerbino Dipartimento di Psicologia, Università di Trieste

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