Per i neurologi tradizionalisti il cervelletto è ovviamente un organo motorio, responsabile di una rifinitura (smoothing) dei movimenti volontari pianificati nell'area motoria della corteccia cerebrale, nonchè del coordinamento dei muscoli dediti al mantenimento della stazione eretta.
Altri invece vorrebbero assegnare al cervelletto delle funzioni prettamente sensoriali, invero senza un'evidenza sperimentale che vada oltre la semplice constatazione che anche il cervelletto riceve segnali più o meno direttamente da vari organi di senso.
Infine, c'è chi dice che il cervelletto con i suoi moltissimi neuroni non è altro che una memoria gigantesca nella quale vengono collegati insieme "per associazione" pezzi di movimenti muscolari, di sensazioni varie, stimoli nocivi e riflessi palpebrali e chissà quante altre cose.
Senza falsa modestia, e nella quasi certezza che non mi sono sfuggite eventuali svolte radicali del pensiero collettivo dei cerebellologi negli ultimi anni, raccomando la consultazione di un nostro saggio di alcuni anni fa intitolato The detection and generation of sequences as a key to cerebellar function: experiments and theory, firmato da Braitenberg, Heck e Sultan, "Behavioral and Brain Science", vol.2 (1997), p.229.
Vale la pena sfogliare questo fascicolo anche e soprattutto perchè la rivista BBS fa seguire all'articolo principale tutta la cagnara di commenti, di opinioni contrastanti e occasionalmente anche di conferme che i colleghi si sentono in dovere di pubblicare in risposta alle nostre elucubrazioni.
Nato nel 1974 si è laureato in Filosofia della Scienza all'Università di Roma La Sapienza nel 1998, e ha conseguto il dottorato di ricerca in Storia della Scienza all'Università di Firenze nel 2003. Attualmente fa ricerca sulla storia e la filosofia delle scienze della vita alla Sezione e al Museo di Storia della Medicina dell'Università di Roma La Sapienza. È redattore di diverse opere dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, e collabora con diverse riviste di divulgazione scientifica ("Galileo", "Sapere", "Le Scienze") e con il gruppo Laser (Laboratorio Autonomo di Scienza Epistemologia e Ricerca), collettivo composto da ricercatori scientifici migrati nei cinque continenti, nato all’inizio degli anni Novanta dalle lotte studentesche dell’Università La Sapienza di Roma.