Quanto sono attendibili le previsioni del tempo? Quali sono stati i cambiamenti più significativi degli ultimi anni nell'ambito delle previsioni meteorologiche?
Oggi le previsioni meteorologiche sono sviluppate dai previsori umani sulla base dei prodotti numerici di modelli matematici che simulano l'evoluzione del sistema atmosferico. Tali modelli si fondano sulle leggi della della fisica (meccanica dei fluidi, termodinamica) e operano a partire da un istante iniziale a cui si riferiscono i dati osservativi prodotti da stazioni meteorologiche al suolo, radiosondaggi, satelliti ecc.
Da ciò consegue che l'attendibilità delle previsioni meteorologiche è un concetto assai ampio, in virtù delle diverse variabili oggetto della previsione (temperatura, umidità, vento, radiazione, pressione, copertura nuvolosa ecc.) che vengono previste per un numero assai elevato di punti e per molte altezze. Pertanto veniamo ad avere tante attendibilità quante sono le variabili previste, gli intervalli di previsione e i punti per cui le variabili risultano previste. Se tuttavia ci poniamo a valle del previsore umano e consideriamo i prodotti da lui emessi, possiamo affermare che per l'area italiana l'attendibilità media (numero di previsioni corrette sul totale di previsioni effettuate, con riferimento a stato del cielo e precipitazioni) di una previsione ad un giorno è grosso modo dell'85-90%, valore che cala all'80-85% per il secondo giorno e al 75-80% il terzo e così via. Occorre inoltre considerare che una previsione oltre i 4-6 giorni dev'essere considerata dall'utente come una tendenza puramente indicativa.
Le attendibilità medie sopra descritte sono un concetto grossolano e per di più risultano variabili a seconda del tipo di tempo considerato. Ad esempio in condizioni di tempo stabile, quando un grande anticiclone occupa l'area europea e mediterranea, l'attendibilità è molto elevata e si arriva a fare previsioni corrette anche fino a 7-10 giorni. Al contrario in situazioni di tempo perturbato l'attendibilità si riduce e anche le previsioni a breve termine risultano spesso imprecise.
Non si deve poi trascurare che i modelli alla base delle previsioni del tempo presentano ancor oggi notevoli difficoltà nel prevedere l'attività temporalesca, e in particolare quella non direttamente associata ai fronti. Ciò si traduce in una minore attendibilità delle previsioni emesse nel periodo da aprile a novembre, il più cruciale per l'agricoltura e le attività all'aperto in genere.
Se vi sono ancora tante difficoltà nel prevedere i temporali possiamo immaginare che insolubile problema previsionale siano ancor oggi gli eventi estremi che ai temporali sono spesso associati, quali le trombe d'aria, le grandinate e i rovesci intensi, eventi che alla violenza spesso rovinosa abbinano l'estrema localizzazione nello spazio (dimensioni dell'ordine del chilometro) e nel tempo (durata media dell'ordine della decina di minuti).
Si tratta di limiti importanti e che solo con gradualità potranno essere superati, per cui ogni tentazione miracolistica è fuori luogo. Ricordiamo purtroppo ancora troppo bene le espressioni di fede nel progresso tecnologico che vari studiosi (nonostante i lavori di Lorenz sul ruolo del caos nel fluido atmosferico fossero già noti) esprimevano negli anni '70, sostenendo che sarebbe stato sufficiente disporre di calcolatori più potenti per ottenere previsioni attendibili fino a 20-30 giorni dall'emissione.
Nonostante la netta percezione del limite che gli studiosi e gli operatori di oggi hanno di fronte alla previsione, occorre dire che i servizi meteorologici stanno facendo molto per migliorare i propri prodotti. Una prova di ciò è fornita ad esempio dal modello globale del Centro Europeo Previsioni a Medio Termine (ECMWF), centro di riferimento per le previsioni numeriche per l'area europea. La tabella qui sotto riporta alcune indicazioni quantitative sulle performances del modello operativo dell'ECMWF che dimostrano il costante miglioramento delle prestazioni che ha caratterizzato l'ultimo decennio.
Da ricordare inoltre il miglioramento nel livello di dettaglio del modello globale dell'ECMWF stesso, che dalla risoluzione di 200 km del 1980 è passato dapprima a una risoluzione di poco più di 100 km (1985) per giungere alla risoluzione attuale di circa 60 km.
Nel quadro del miglioramento delle prestazioni dei modelli e in particolare dei modelli ad area limitata si inquadra il progetto di ricerca MAP (Mesoscale Alpine Programme), che ha mirato a migliorare la previsione meteorologica nell'area influenzata dall'arco alpino e che ha coinvolto dal 1996 al 2002 tutti i servizi meteorologici dell'area alpina.
Si noti che dal 1992 al 2000 l'errore si è ridotto del 25% (la fonte è: www.wmo.ch).