ossia , usando l'equazione di moto
è la forza totale agente sulla particella. In assenza di forza l'energia cinetica è costante nel tempo. L'equazione (2) descrive lo scambio di energia col sistema che produce la forza
.
Di fatto una qualunque funzione di v2, diciamo
con g una arbitraria funzione regolare di v2 è conservata per una particella non soggetta a forze, perchè essa si muove con velocità costante.
Con la scelta (3) lo scambio energetico è descritto da
Come per la (2) E(v) è costante in assenza di forze esterne . La (2) e la (4) sono due definizioni alternative di energia e di lavoro, entrambe compatibili col primo e col secondo principio della dinamica. Per la scelta (4)
.
Notiamo che la forma è anche valida per una particella relativistica, con equazione di moto
.Infatti per la (1)
.
Ricordando che
si ha
Una particella puntiforme è una astrazione. Una qualunque particella che descriviamo come un punto materiale è in realtà un insieme di particelle tenute insieme da forze. È il terzo principio della dinamica che rende possibile questa astrazione. Questo principio impone che le forze interne e i loro momenti si bilancino a zero: nel caso semplice di un sistema composto di due particelle le forze reciproche sono opposte e collineari. Supporremo per semplificare l'argomento che esse derivino da un potenziale con
e che le masse siano uguali. Se si descrive il sistema in termini dei costituenti, assumendo la (4) per l'energia cinetica si ha
Se si descrive il sistema come una singola particella con struttura interna, cioè in termini della velocità del baricentro e della velocità relativa
, sotto trasformazioni di Galileo
e
restano invariate: il moto interno è invariante. Pertanto, detta M la massa totale si ha:
Per confronto con la (6) è facile vedere che c'è compatibilità solo se la funzione g(v2) è una costante. Infatti, differenziando la (7) rispetto a Vi il termine nelle variabili di moto relativo si cancella e il risultato dipende solo da . La stessa operazione fatta sulla (6) dà
Per . Moltiplicando i due membri della (7) per Vi e sommando su "i" si ottiene
La richiesta indipendenza da v2 impone che l'ultimo fattore a secondo membro della (9) sia indipendente da v2 e questo implica che la funzione g(v2) è una costante. Il terzo principio e l'invarianza delle leggi del moto sotto trasformazioni di Galileo fissano la forma dell'energia a essere la usuale energia cinetica e il lavoro la forza per lo spostamento.