Come mai la zigote non viene attaccato dal sistema immunitario, cioè come mai non viene considerato come una cosa estranea?
I sorveglianti sono specifici tipi di cellule, come i linfociti T, che vengono addestrati per riconoscere delle strutture proteiche e glico-lipidiche che non appartengono all'organismo da cui tali cellule sono prodotte. Pertanto il nostro organismo riconosce come estranee anche le cellule provenienti da un'altra persona, causando problemi di incompatibilità immunologica che si possono osservare in seguito a trasfusioni di sangue e trapianti d'organo.
Tuttavia, esistono in natura situazioni, sia fisiologiche sia patologiche, in cui questi meccanismi non funzionano. Ad esempio, in gravidanza la madre porta dentro di sé un intero organismo con cui ha in comune solo metà del suo genoma, poiché l'altra metà proviene dal padre. Questo causa sulle cellule del feto la presenza di strutture proteiche che sono differenti da quelle materne, tuttavia tollerate come se non lo fossero. Le spiegazioni di questo strano fenomeno non sono del tutto chiare, ma negli ultimi venti anni sono stati portati avanti studi che possono suggerire e in qualche caso dimostrare i meccanismi responsabili della tolleranza materno-fetale.
Prima di questi studi, la spiegazione che si cercava di fornire era una minore attività del sistema immunitario generalizzata, ma quasi subito smentita poiché donne incinta riescono a rispondere in maniera normale ad attacchi esterni di microrganismi. L'idea originale che il sistema immunitario sia in qualche modo modulato durante la gravidanza è però corretta, poiché esistono dei meccanismi di controllo che permettono di non rigettare il feto. I principali agiscono proprio sui linfociti T: le cellule dell'embrione che entrano in contatto con la vascolatura materna, dette citotrofoblasto, sono in grado di uccidere le cellule T potenzialmente reattive, difendendosi dal loro attacco. L'azione viene però espletata solamente nell'interfaccia materno-fetale, senza intaccare la funzionalità generale del sistema immunitario materno. Non sempre è necessario arrivare all'eliminazione fisica delle cellule: esistono altri sistemi che portano alla semplice inibizione della loro attività come difensori.
Alcuni dei meccanismi di induzione della tolleranza materno-fetale sono fondamentali per la corretta evoluzione del feto e il completamento della gravidanza: esistono infatti casi di aborto ricorrente per mutazioni a livello del DNA che impediscono al sistema immunitario di essere inibito, o al feto di indurre l'inibizione. Altri meccanismi non sono necessari in caso di gravidanze normali, ma si possono rivelare fondamentali per la protezione immunitaria del feto in caso di infezioni e altre situazioni di stress, in cui il sistema immunitario materno è attivato o reagisce in maniera anomala.
In conclusione, è chiaro come l'inibizione del sistema immunitario sia necessaria al feto per sopravvivere, ma non debba indurre immunosoppressione generale per non compromettere la salute della madre. Senza dubbio, il mistero della vita prende il suo fascino anche da questo intrigante rapporto fra i due organismi, uno dei più interessanti che si sia potuto evolvere.