Il forno a microonde

Si sente in giro che mangiare cibi cotti nei forni a microonde faccia male. Quanto c'è di vero in questo?

Maria Teresa Leo
13 marzo 2004
È difficile rispondere in modo esauriente senza conoscere le argomentazioni adottate. Esistono in rete alcuni documenti, per esempio quello reperibile in questa pagina, che contiene un sacco di affermazioni terrorizzanti sui rischi dei cibi cotti a microonde. La maggior parte di questi documenti si rifanno a un documento inglese pubblicato da una rivista di alimentaizone alternativa.

Esaminando in dettaglio questi documenti, si trovano però moltissime imprecisioni, errori sostanziali, o affermazioni del tutto neutre messe in una forma tale da sembrare allarmanti. Citando le prime cose false che saltano all'occhio nel documento citato sopra si può osservare che:

- Il forno a microonde non è stato usato dall'esercito tedesco, è stato inventato nel primo dopoguerra da un ingegnere statunitense. Ma affermare che si tratti di un'invenzione nazista serve a colorare la storia di colori truci;
- i forni a microonde non sono mai stati vietati in Russia (l'ho chiesto personalmente ad alcuni colleghi russi);
- la frequenza di 2.4 GHz (gigahertz, cioè miliardi di oscillazioni al secondo) delle microonde usate è stata scelta perchè viene assorbita poco dall'acqua. Altrimenti il cibo si scalderebbe solo in superfice.

Vengono riportate poi ricerche di un certo dott. Hertel, affermano che di queste è stata vietata la pubblicazione per legge. Ma, dal racconto riportato, queste ricerche erano viziate da pregiudizi ideologici e non condotte in modo rigoroso. Occorrerebbe esaminarle in dettaglio ma non mi sembra difficile credere che ne sia stata semplicemente rifiutata la pubblicazione per questi motivi. La tesi per cui sia stato messo a tacere da una legge svizzera è poi grottesca. Anche se una simile legge esistesse, se lo studio fosse stato valido, il dott. Hertel non avrebbe avuto difficoltà a vederselo pubblicare da una rivista inglese, o statunitense.

Vengono riportate ricerche dell'Università di Leeds, che, se si guarda in dettaglio, studiano i meccanisi con cui i cibi si scaldano. Gli esperimenti citati possono essere ripetuti da chiunque, magari in modo meno preciso, guardando quanto si scaldano un bicchiere d'acqua salata e uno di acqua distillata nel forno. È un esempio di come si possa usare un argomento vero per sostenere qualcosa che non c'entri. Chi legge ha l'impressione che gli studi mostrino aspetti pericolosi, evidenziati da un'università prestigiosa.

Alcune frasi poi sono semplicemente grottesche. Cosa si intende per aumento delle cellule cancerogene nel sangue? Queste o ci sono (e allora ho la leucemia) o no. Sarebbe come dire che chi usa cibi scaldati a microonde diventa più leucemico degli altri.

Ho potuto rintracciare l'unico degli articoli scientifici citati pubblicato su una seria rivista medica (Lancet). Si tratta in realtà di una lettera all'editore, che esprime una personale opinione. La risposta, sullo stesso numero, nega che esistano i rischi indicati.

In conclusione, questo tipo di articoli contengono affermazioni false, o opinioni personali di ricercatori diciamo un tantino particolari (è inutile cercare articoli su riviste serie del dott. Hertel, per fare un esempio). Il tutto condito da affermazioni vere, ma non pertinenti.

Passando agli studi più seri, la cottura a microonde produce in genere danni minori ai cibi, in quanto non li si scalda a temperature elevate e la cottura è più uniforme, senza i punti molto caldi a contatto con la pentola. Quindi è meno probabile che si formino le sostanze, anche cancerogene, del bruciaticcio. D'altra parte alcune di queste sostanze sono quelle che danno il gusto rosolato ai cibi, per cui possiamo preferire la cottura tradizionale per validi motivi di gusto.

Alcune ricerche hanno evidenziato che alcuni batteri possono sopravvivere alla cottura a microonde, proprio per questo motivo. D'altra parte se un cibo è infetto da salmonella, io non lo consumerei neanche dopo la cottura tradizionale.

Le microonde scompaiono immediatamente quando si spegne il forno. I cibi non contengono quindi radiazioni, o residui di microonde, di nessun tipo.

Si può commentare, in modo molto generale, che se esaminiamo in dettaglio qualsiasi cosa, inclusi i cibi naturali e quelli cotti tradizionalmente, troviamo che questa contiene sostanze pericolose, o potenzialmente tali. È possibile quindi scrivere un articolo scandalistico di questo tipo citando informazioni vere, verosimili o non rilevanti. Se poi vogliamo includere le opinioni di persone che si ritengono ingiustamente perseguitate, ne troveremmo a sostegno di qualsiasi cosa. Il punto è stabilire se il forno a microonde sia più pericoloso per esempio della cottura tradizionale, con i mille composti cancerogeni presenti nel bruciaticcio, con una cottura molto più disomogenea, con le temperature più alte raggiunte. È comunque giusto e auspicabile che si studino possibili effetti dannosi di questa come di mille altre cose.

I forni a microonde presentano alcuni rischi di cui è giusto tener conto. Innanzitutto vengono spesso usati per scaldare cibi in contenitori poco adatti, magari la stessa confezione di plastica. Questo può produrre il rilscio di sostanze dalla plastica ai cibi, anche se questo non dovrebbe succedere nelle plastiche per alimenti. In generale incoraggia a mangiare cibi precotti, che non sono il massimo della salubrità. Usato per scaldare bevande (per esempio il latte nel biberon, comodissimo) può scaldarle in modo inomogeneo, con punti caldissimi e punti freddi, e quindi occorre sempre rimescolare il liquido prima di berlo. Si tratta comunque di considerazioni generali, indipendenti dalla cottura a microonde in quanto tale.

Se si fa bollire dell'acqua nel microonde, questa può superare i 100 gradi senza bollire, o smettendo di bollire quando si spegne il forno. Questo succede perchè le pareti del recipiente sono fredde, e non formano quindi le piccole bollicine che fanno da innesco all'ebollizione. Un liquido in questa condizione è molto instabile, e aggiungendo per esempio la bustina del tè, l'ebollizione riprende in modo violento. L'acqua può quindi letteralmente esplodere in faccia, o sulle mani, se si maneggia in modo brusco la tazzina.

Infine occorre qualche attenzione per evitare possibili fughe di microonde. In un forno ben costruito (tutti quelli in commercio oggi) queste sono veramente trascurabili, ed esistono sicurezze che per esempio bloccano l'emissione di microonde quando si apre la porta. A meno che il forno non sia ripetutamente cascato per terra; è difficile che le perdite superino i limiti italiani per esposizioni intermittenti (20 V/m), e solo vicino al bordo dello sportello. Di solito sono comunque molto inferiori.

Egualmente, è consigliabile di non aprire il forno a metà cottura, e di farlo controllare da un tecnico se ci sono ammaccature nella porta. Di solito non ci sono problemi anche a tenere la faccia davanti alla porta del forno acceso; in caso di perdite, tuttavia, stare a lungo con gli occhi vicino al bordo dello sportello può essere non troppo salubre per il cristallino, molto sensibile alle microonde.

Un sito interessante, purtroppo solo in inglese, sui forni a microonde è: http://rabi.phys.virginia.edu/HTW//microwave_ovens.html.

Gianni Comoretto Osservatorio Astrofisico di Arcetri, INAF, Firenze
Leonardo Morsut

Leonardo Morsut

Leonardo Morsut è stato giocatore di pallavolo nella squadra di Trento e nella nazionale italiana. Da poco tempo ha iniziato a lavorare come borsista al Dipartimento di Microbiologia, Istologia e Biotecnologie Mediche dell’Università di Padova. Di formazione è biotecnologo, e sta facendo una seconda laurea in Matematica.


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