Acque termali in montagna

Conosco grossolanamente il meccanismo di formazione delle acque termali, però rimango perplesso quando ciò accade in montagna (per esempio nel caso delle terme di Bormio, a 2000 metri sopra il livello del mare).

Devo dedurre che l'acqua compia 4000 metri di percorso (2000 per scendere più altri 2000 per risalire e quindi che la roccia alpina è permeabile) oppure che l’astenosfera, o una frattura nella crosta, penetri al di sotto di questa zona delle Alpi?

Flavio Visentin
5 marzo 2004
L'acqua circola nella croasta terrestre (sia nei continenti che sotto il mare) più di quanto si possa immaginare intuitivamente.

L'acqua si muove nelle rocce in due modi. Utilizzando la permeabilità di poro, oppure utilizzando la permeabilità per fratturazione. I pori di rocce granitiche o metamorfiche, quali le rocce delle alpi interne, sono molto ridotti (possono costituire l'1% o meno della roccia totale) e non servono al passaggio di acqua. Tuttavia le fratture costituiscono in queste rocce un condotto molto efficace al trasporto di fluidi. L'acqua si incanala e il flusso si concentra.

Si instaurano celle convettive di fluidi che penetrano dall'alto e percolano verso il basso dove si riscaldano per poi risalire verso al superficie. Coprire un dislivello di 2 km non è un problema. Bisogna anche pensare che con un gradiente termico medio di 30 - 50 gradi centigradi per chilometro, non ci vuole molto a riscaldare acqua nelle viscere della Terra. Le aree termali sono ubicate dove esistono canali preferenziali, per fratturazione, lungo faglie, utilizzati dall'acqua per risalire.

Angelo Camerlenghi ICREA, Istitució Catalana de Recerca i Estudis Avançats, GRC Geociències Marines, Departament d'Estratigrafia, P. i Geociències Marines, Universitat de Barcelona, Spagna

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