Mentre Spirit è stato inviato nel cratere Gusev, che si pensa possa avere un tempo ospitato una sorta di lago, il rover gemello ha scandagliato una regione diametralmente opposta a tale cratere e denominata "MeridianiPlanum", dove si sapeva esistere un deposito di minerali che solitamente si formano in presenza d'acqua.
La ricerca di prove della passata esistenza dell'acqua su Marte è il tema centrale di questa doppia missione: verificare se un tempo la superficie di Marte fosse ricoperta da laghi e fiumi, come si è sempre immaginato per via della particolare conformazione del suolo (il quale mostra regioni oggi aride ma apparentemente erose da acqua corrente), significherebbe dare maggiore forza alla possibilità che la vita, anche se nelle sue forme più semplici, si sia sviluppata sul pianeta.
Spirit e Opportunity, il cui buon funzionamento ha consentito di prolungare la missione ben oltre la sua scadenza teorica, hanno esplorato (e lo stanno ancora facendo) le regioni di atterraggio percorrendo centinaia di metri e analizzando il suolo. Gli strumenti a bordo hanno consentito non solo di perforare le rocce, ma di riprendere con un microscopio la loro struttura.
Una scoperta esaltante è stato il rinvenimento di strutture sferiche, che possono formarsi per accrezione in presenza d'acqua, e di ematite, un minerale che si forma proprio se l'ambiente dispone del prezioso liquido.
Sono in piena fase di studio tutti i dati geologici raccolti dai rover, ma buona parte degli esperti sembra concordare che queste indicazioni possano confermare la passata esistenza di acqua liquida su Marte.
Allo stato attuale abbiamo la seguente situazione per Spirit.
Giorni dall'atterraggio: 147.
Il rover ha percorso in totale quasi 3 Km, sia pilotato dalla Terra che grazie al sistema di navigazione autonomo. In 3 giorni è previsto il suo arrivo alla base delle cosiddette "Columbia Hills", piccoli rilievi che si trovano nella regione.
Per ciò che concerne Opportunity.
Nel 115° e 116° giorno di missione, Opportunity ha percorso alcuni metri portandosi a meno di 1 metro dal bordo del ripido cratere "Endurance", il quale ora sarà studiato attraverso la fotocamera panoramica e il piccolo spettrometro a emissione termica.
(fonte sito: marsrovers.jpl.nasa.gov).