Le parole "droga" e "farmaco" nell'immaginario comune

Sono uno studente di psicologia dell'Università di Padova e sto per laurearmi con una tesi sulla tossicodipendenza. In particolare mi sto concentrando sulla costruzione sociale dei termini "droga" o "farmaco" e come tale fenomeno costruito possa determinare una cecità o comunque una dicotomia nella percezione di due sostanze, che magari contengono lo stesso principio attivo, ma appartenendo, una alla categoria farmaco e l'altra alla droga, determinano impatti differenti sull'opinione pubblica.

Lo scopo è dimostrare come attraverso pressioni sociali, fenomeni di etichettamento e di fatto distorsione delle informazioni, si sia creata nella gente una dicotomia tra ciò che è "farmaco", con le sue attribuzioni, e ciò che è "droga", chiaramente con un altro universo simbolico. Ciò determina il paradosso di una lotta contro una sostanza e non per esempio, contro la sua sorella gemella.

Più continuo nel mio lavoro di ricerca e più mi rendo conto di come i criteri di differenziazione siano effimeri, forzati e addirittura fuorvianti e non capisco in base a cosa siano state fatte tali classificazioni. Piú che una domanda la mia vuole essere una proposta di discussione attorno a questo problema, affinché si faccia luce una volta per tutte su che cosa sia una sostanza psicoattiva, senza caricarla di significati buoni o malvagi superflui, inutili e arbitrari, per aumentare la coscienza collettiva e ridare alle singole persone la dignità di decidere delle proprie azioni, visto che se siamo abbastanza maturi per votare, lavorare, convivere con migliaia di eventi, non vedo perché non potremmo esserlo di fronte a questo fenomeno.

Efrem Sabatti
26 febbraio 2004
La distinzione che comunemente si fa fra "droga" e "farmaco" è imprecisa e non ha significato dal punto di vista scientifico. Non a caso, questa differenza terminologica non è presente in tutte le lingue: per esempio, in inglese si usa una sola parola, drug, per indicare sia i farmaci sia le droghe. In generale, con il termine "farmaco" si indicano le sostanze in grado di determinare alterazioni funzionali negli organismi viventi.

Si usa il termine droga quando le alterazioni interessano il sistema nervoso e modificano le percezioni, provocano nell'immediato una sensazione di benessere, e danno assuefazione e/o dipendenza. In alcuni dizionari (per esempio, Il nuovo dizionario di medicina e biologia, edizione Zanichelli 2003), la seconda classe di sostanze è indicata con il termine di "stupefacenti". Ma neppure questa precisazione è soddisfacente dal punto di vista scientifico, dato che molte sostanze stupefacenti sono utilizzate anche come farmaci nella medicina (per esempio, nella terapia del dolore).

Al termine droga viene in realtà attribuito un significato che va al di là dell'aspetto scientifico, e che coinvolge la sfera psicologica e sociale. La differenza quindi non sta nella chimica e nella fisiologia, ma nell'uso che viene fatto della sostanza: cioè l'uso illecito o l'abuso. Probabilmente però, nel sentire comune, questo aspetto è poco percepito e il confine fra farmaco e droga appare molto più netto di quanto sia in realtà. Ne è una dimostrazione il fatto che il termine droga si carica di valenze negative che appaiono molto più sfumante quando l'abuso riguarda un farmaco regolarmente in commercio.

Margherita Fronte Giornalista scientifica

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