Innalzamento del livello del mare e clima

A proposito dell'aumento di temperatura del clima e dell'innalzamento del livello dei mari vorrei sapere se, e fino a quando, potrebbe essere pericoloso vivere in prossimità del mare.
Elio Dipace
25 febbraio 2004
Il livello del mare nei diversi bacini è controllato dalla pressione atmosferica, e dai flussi alla superificie di momento (a opera del vento), di calore e acqua dolce (tramite precipitazioni, fenomeni di evaporazione e run-off dei fiumi).

Se l'oceano si riscalda, la densità diminuisce e quindi, anche assumendo una massa costante di acqua, il volume complessivo aumenta. Questa espansione termica avviene a tutte le temperature, tuttavia maggiore è la temperatura (o maggiore è la pressione, ovvero la profondità della massa d'acqua in esame), più grande è l'aumento di temperatura per aumento unitario di calore.

Non è, pertanto, importante sapere solo quanto calore in più riceve l'oceano a causa del riscaldamento globale, ma anche in quanto tempo questo calore viene rimosso dalla superficie dell'oceano e trasportato in profondità. Se questo processo è veloce, l'aumento di temperatura avvertito alla superficie del pianeta è ritardato, ma l'aumento del livello dei mari accelera.

Gli oceani, in realtà, sono in grado di accumulare enormi quantità di calore e il processo di trasferimento di questo calore nelle profondità è piuttosto lento (centinaia di anni). Qualora il riscaldamento per effetto serra terminasse oggi, il livello del mare continuerebbe a salire per secoli.

Occorre poi ricordare che i ghiacciai (escludendo la Groenlandia e la calotta Antartica), hanno una massa equivalente a circa 0.5 m del livello globale del mare, e sono molto sensibili ai cambiamenti climatici, e inoltre che le calotte polari contengono abbastanza acqua da innalzare il livello medio dei mari di circa 70 m.

Le variazioni del contenuto di ghiaccio delle calotte polari inducono risposte da parte dell'oceano su scale temporali che vanno dai 100 ai 10 000 anni e sono governate da processi fisici assai complessi.

Influenzano il livello del mare anche la rotazione terrestre, la distanza della Terra dal Sole, la distribuzione delle terre emerse, la pressione atmosferica, la deposizione dei sedimenti, la capacità della Terra di accumulare acqua nel terreno ecc.

Le scale di tempo di alcuni di questi processi sono molto lunghe. Il livello dei mari osservato oggi risente ancora, ad esempio, delle condizioni del pianeta durante l'ultima glaciazione. Ci sono dunque numerosi processi che devono essere presi in considerazione e non sempre se ne conoscono i dettagli della dinamica nè si è in grado di quantificarne gli impatti.

Il livello medio dei mari negli ultimi 6000 anni, dai pochi dati disponibile, è stato caratterizzato da un continuo, lento aumento. Negli ultimi 20 anni tale aumento appare accelerato, ma è, a tutt'oggi, impossibile quantificare con precisione quale sia il contributo dominante in tale accelerazione e stabilire se si tratti di un fenomeno temporaneo o destinato a durare nel tempo.

L'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha diagnosticato, per la fine di questo secolo, un aumento medio compreso tra gli 0.3 m e i 0.45 m a seconda dello scenario adottato (ovvero a seconda dell'evoluzione delle emissioni di anidride carbonica, dei gas di effetto serra e delle politiche demografiche ed energetiche considerate).

Per fare previsioni di questo tipo si utilizzano modelli numerici che simulano la circolazione dell'oceano e dell'atmosfera, l'evoluzione dei ghiacci e della portata dei fiumi. Se si considera l'incertezza di tali previsioni e non solo il loro valore medio, il range di possibilità si amplia, tra i 0.1 e i 0.9 m. I vari modelli numerici, danno infatti risposte molto diverse tra loro. Nel caso del bacino Mediterraneo, per esempio, a parità di scenario adottato, "MRI2" (uno dei modelli di circolazione generale usati) prevede un aumento molto modesto (tra 0 e 0.1 m), mentre per "CGCM2" il livello del mare aumenterà di piu' di 0.6 m.

Anche nell'ipotesi più pessimistica, non credo, tuttavia, che si possa definire pericoloso vivere in prossimità del mare.

Ulteriori informazioni e dettagli si possono trovare su: http://www.grida.no/climate/ipcc_tar/wg1/index.html alla voce Changes in Sea Level.

Annalisa Bracco School of Earth and Atmospheric Sciences, Georgia Institute of Technology (USA)

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