Nuovi paradigmi

Non esiste una realtà obiettiva della materia, ma solo una realtà di volta in volta creata dalle osservazioni dell’uomo.

- Le dinamiche fondamentali del micromondo sono caratterizzate dall'acausalità.

- È possibile che, in determinate condizioni, la materia possa comunicare a distanza o possa scaturire dal nulla.

- Lo stato oggettivo della materia è caratterizzato da una sovrapposizione di più stati.

Queste sono, mi sembra, più o meno le conclusioni della teoria quantistica della fisica moderna. Mi sorge ora un dubbio (unito al fatto che la famosa teoria di Einstein in cui E = mc2, ci dice che la materia e l'energia sono aspetti diversi di un'unica realtà) che l'uomo abbia un'anima o una mente che non sia semplicemente un epifenomeno del cervello ma sia anch'essa un aspetto della stessa realtà; cioè, cervello = mente o addirittura che il principio sia la mente e il cervello il suo epifenomeno?

Fiorindo Pelliccioli
20 febbraio 2004
La meccanica quantistica è nella sostanza una conquista intellettuale ormai consolidata da ottanta anni, ma alcuni suoi aspetti sono tuttora affascinanti proprio perché di non chiara o controversa interpretazione. D'altra parte, i fenomeni quantistici non hanno molto a che fare con i meccanismi cerebrali, che dal punto di vista della fisica rientrano nell'ambito della meccanica classica.

Le neuroscienze cognitive studiano come l'attività delle cellule nervose dia luogo ai processi mentali, e in questo senso molto grossolano uno può vedere nel rapporto cervello-mente un analogo di quello materia-energia. Però, mentre la relazione fra materia e energia è governata da leggi fisiche nitide e ormai ben comprese (come quella espressa dall'equazione di Einstein), la relazione fra cervello e mente si basa sull'operare di reti neurali a più scale, da quella del microcircuito corticale a quella dei grandi sistemi cognitivi, ed è intrinsecamente più complessa.

Solo in questi anni si comincia a essere capaci di affrontare scientificamente e quantitativamente la relazione fra mente e cervello, avendo sviluppato approcci multidisciplinari che spaziano dalla teoria matematica dell'informazione alla registrazione simultanea dell'attività di centinaia di singole cellule nervose negli animali, all'imaging con la risonanza magnetica funzionale negli umani.

Non ci aspettiamo di arrivare mai a leggi semplici come E = mc2 , ma a una migliore comprensione della mente sì, e nei prossimi anni.

Alessandro Treves Settore di Neuroscienze Cognitive (SISSA, Trieste) e NTNU, Centre for the Biology of Memory (University for Science and Technology, Trondheim, Norvegia)

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