In quali condizioni le particelle virtuali diventano reali? In quali condizioni eventi su scala quantistica infuenzano la realtà macroscopica, come per esempio nel caso del gatto di Schrödinger?
Tale osservazione è alla base della teoria dell'evaporazione dei buchi neri. Le coppie virtuali di particelle che si formano nelle vicinanza del buco nero, proprio per effetto del forte campo gravitazionale, sono reali per un osservatore all'infinito. Una delle particelle cade nel buco nero mentre l'altra riesce a fuggire dal campo gravitazionale, poiché il processo avviene appena fuori dell'orizzonte degli eventi. Poiché il tutto avviene a spese del campo gravitazionale del buco nero, esso perde energia, "evaporando".
Per ciò che concerne l'altra parte della domanda è da dire che in teoria, gli eventi su scala quantistica influenzano tutto ciò che vediamo. Non ci accorgiamo dell'aspetto quantistico della realtà semplicemente perchè tali eventi sono tanti, e appaiono a noi seguire note leggi deterministiche.
È possibile, concettualmente, fare in modo che un solo evento quantistico influenzi un sistema macroscopico come un gatto. Tale esperimento è realizzabile, magari non a spese del povero gatto; ma non porta nuove informazioni: lo stato di sovrapposizione fra gatto addormentato o sveglio (per non dire di peggio) non è osservabile: nel momento in cui apriamo la scatola, la meccanica quantistica postula che lo stato del gatto precipita in uno dei due che noi comprendiamo: comunque, sveglio o addormentato.
Nato nel 1974 si è laureato in Filosofia della Scienza all'Università di Roma La Sapienza nel 1998, e ha conseguto il dottorato di ricerca in Storia della Scienza all'Università di Firenze nel 2003. Attualmente fa ricerca sulla storia e la filosofia delle scienze della vita alla Sezione e al Museo di Storia della Medicina dell'Università di Roma La Sapienza. È redattore di diverse opere dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, e collabora con diverse riviste di divulgazione scientifica ("Galileo", "Sapere", "Le Scienze") e con il gruppo Laser (Laboratorio Autonomo di Scienza Epistemologia e Ricerca), collettivo composto da ricercatori scientifici migrati nei cinque continenti, nato all’inizio degli anni Novanta dalle lotte studentesche dell’Università La Sapienza di Roma.