Il cronovisore

Quante possibilità reali esistono a vostro parere, circa l'esistenza del cronovisore inventato da padre Ernetti? Sostenete anche voi la teoria secondo la quale la materia, le voci e i suoni mai si perdono, ma solamente si disperdono nel cosmo con la possibilità quindi di poterli riacciuffare nuovamente, appunto con speciali ricevitori? È vero che quelle che sembrano apparire come visite di extraterrestri, altro non sono che viaggi nel passato di coloro che vivranno nel futuro?

Maurizio Bertoglio
3 febbraio 2004
Padre Pellegrino Maria Ernetti (1925 - 1992) era un monaco benedettino, musicista, stimato storico della musica antica, filosofo, nonché laureato in fisica. Nell'ambito religioso, padre Ernetti era anche noto come esorcista. A partire dagli anni Cinquanta cominciò a interessarsi della possibilità di viaggiare nel tempo. Negli anni Sessanta comunicò pubblicamente di essere riuscito a costruire il cronovisore: un misterioso apparecchio capace di recuperare suoni e immagini di ogni tempo e in grado di mostrare, come una sorta di televisore, immagini del passato. Padre Ernetti ha sempre mostrato un certa reticenza nello spiegare il funzionamento del suo apparecchio. Sosteneva tuttavia che l'invenzione era stata possibile dopo anni di studi condotti insieme a un gruppo di 12 scienziati tra cui gli unici a essere resi noti erano niente meno che Enrico Fermi e Werner von Braun. Entrambi però non poterono né confermare né smentire l'affermazione in quanto all'epoca erano già morti.

Il funzionamento del cronovisore si sarebbe basato sull'idea secondo la quale i suoni e le immagini in realtà non si cancellerebbero, ma si attenuerebbero lentamente nel tempo, restando indefinitamente presenti in una sorta di sfera astrale. Recuperando opportunamente tali informazioni sarebbe quindi possibile ricostruire il passato.

Gli eventi del passato che padre Ernetti sosteneva di aver visto erano numerosi e strabilianti. Come primo tentativo avrebbe assistito a un discorso di Mussolini. Spingendosi poi più indietro nel tempo avrebbe sintonizzato l'apparecchio su Napoleone mentre dichiarava l'abolizione della Serenissima Repubblica di Venezia e proclamava una Repubblica italiana. Successivamente assistette a un discorso al senato di Marco Tullio Cicerone del 63 d.C., apprezzando l'arte oratoria del grande romano. Qualche tempo dopo, sempre secondo Ernetti, sarebbe stato possibile assistere alla rappresentazione di una tragedia latina andata perduta: il Thyeste di Quinto Ennio. Ernetti fu addirittura in grado di trascrivere il testo che poteva in tal modo essere restituito integralmente al mondo (dell'opera esistevano infatti solo pochi frammenti). Infine il monaco sostenne di aver osservato il tradimento di Giuda, il processo a Cristo e la sua agonia sulla croce. Come prova di ciò presentò una fotografia del volto di Cristo morente che venne pubblicata sulla Domenica del Corriere nel maggio 1972.

La cosa singolare di tutta la storia è che nessuno poté mai vedere il cronovisore poiché lo stesso padre Ernetti lo distrusse per i gravi pericoli che esso poteva rappresentare per l'umanità. Quindi, al di là dei racconti fantastici dello stesso padre Ernetti, le uniche prove della reale esistenza del cronovisore erano rappresentate dalla trascrizione del testo del Thyeste e dalla fotografia del volto di Cristo.

Riguardo alla prima, Katherine Owen Elder, una classicista dell'Università di Princeton e massima esperta nel settore, dopo aver esaminato il testo affermò che non poteva trattarsi dell'opera originale. Oltre ai frammenti noti dell'opera, infatti, conteneva delle aggiunte evidentemente fasulle in quanto contenevano numerose parole che sarebbero entrate nella lingua latina solo 250 anni dopo il periodo in cui Ennio scrisse quella tragedia.

Per quanto riguarda la fotografia di Cristo, si scoprì che essa era identica a quella che compariva su un santino in vendita presso il santuario dell'Amore Misericordioso di Collevalenza (vicino a Perugia) che ritraeva una statua lignea di Cristo. Ernetti si giustificò sostenendo che lo scultore autore della statua sarebbe stato ispirato da una monaca spagnola che avrebbe visto il vero volto di Cristo in una visione mistica. Per questo motivo le due foto si assomigliavano. Purtroppo per Ernetti però le due foto non erano solo somiglianti: erano assolutamente identiche comprese le ombre e i riflessi di luce.

Secondo quanto sostenuto da un suo nipote, Ernetti in punto di morte avrebbe addirittura confessato la falsità sia della foto di Cristo sia del testo del Thyeste: nonostante non l'avesse mai costruito, egli era tuttavia sicuro della possibilità di costruire il cronovisore.

Questi i fatti. Naturalmente, come sempre accade, sono in molti a sostenere la reale esistenza del cronovisore e qualcuno afferma addirittura che un esemplare di tale strumento sia tuttora conservato in Vaticano. Ovviamente non vi è alcuna prova in tal senso.

La possibilità di viaggiare nel tempo appare quindi fino a oggi solamente una pia illusione. Di conseguenza anche l'ipotesi secondo la quale le visite degli extraterrestri sarebbero solamente viaggi nel passato di coloro che vivranno nel futuro appare alquanto improbabile. Inoltre va sottolineata una cosa fondamentale. Nella miriade di casi di presunti avvistamenti di extraterrestri finora nessuno è risultato attendibile. Tutte le volte che è stato possibile esaminare nei dettagli i fatti, si è riusciti a fornire una spiegazione perfettamente normale senza bisogno di tirare in ballo gli alieni. La mancanza di evidenze concrete rende quindi assolutamente gratuita qualsiasi ipotesi di contatti extraterresti e a maggior ragione quella di viaggi nel tempo da parte dei nostri futuri discendenti.

Silvano Fuso Istituto Tecnico Commerciale e Industriale "Primo Levi"
Keywords: pseudoscienza

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