Rimane ora da capire come possano esistere anche combustibili solidi, quali il carbone, il legno, la carta, la stoffa, o anche liquidi, quali la benzina, il cherosene e l'alcool. Il fatto è che essi non brucerebbero senza prima essere vaporizzati, cosicché l'ossigeno possa mescolarsi intimamente con le molecole volatili e reagire con esse. Per questo è necessario passare attraverso la fase dell'accensione del fuoco: essa consiste nello scaldare fortemente una piccola zona del combustibile per farlo localmente vaporizzare. Una volta avviato il processo, la produzione di calore favorisce l'ulteriore evaporazione, l'autosostentamento della fiamma e il suo allargamento. Per quanto detto, è evidente che nel caso dei solidi una semplice scintilla non è in grado di far partire la combustione. Sui liquidi, invece, aleggia sempre una certa quantità del loro vapore, perciò in certi casi è possibile l'accensione tramite scintilla.
Nel caso di materiale sottile e leggero, ad esempio carta o foglie secche, soprattutto in presenza di forte vento, l'accensione può avvenire con un certo agio anche per i solidi, ad esempio per focalizzazione della luce solare sul materiale, oppure per effetto di un mozzicone di sigaretta gettato da un'auto in corsa. È quest'ultimo certamente uno dei motivi per cui così tanti incendi tra quelli che distruggono il patrimonio boschivo dell'Italia si innescano dai bordi delle strade. Nel caso di una candela, il combustibile è la paraffina: questa, fusa dallo stoppino infiammato, lo risale per capillarità e si vaporizza alla sua estremità superiore, dove si mescola con l'aria e prende fuoco. Resta da spiegare la caratteristica forma allungata verso l'alto della fiamma, ma questo sarà per un'altra volta.