Mi sto interessando alla forza del vuoto; per esempio, quando da un contenitore si toglie l'aria, qual è la forza che si può sviluppare? Esiste un rapporto tra quella forza e la pressione negativa (o vuoto)?
È noto a tutti che occorre uno sforzo per separare due lastre poste a contatto, quando esse siano state accuratamente levigate. Se si solleva quella superiore, quella inferiore si fa trascinare con essa. La vecchia idea era che, nell'allontanamento iniziale, tra le lastre dovrebbe instaurarsi il vuoto, almeno temporaneamente: è appunto a questo che la natura si oppone, facendo resistenza.
La spiegazione vera è che la pressione atmosferica agisce su tutte le superfici esposte all'aria, comunque orientate, ma non su quella tra le due lastre: essa tiene quindi le lastre pressate l'una contro l'altra, suggerendo l'idea che il vuoto agisca da collante. Considerato che la pressione atmosferica è pari a 1 kg-peso su un centimetro quadrato, si vede che due lastre quadrate con lato di 30 cm, se l'aria non si infiltrasse al loro interno, richiederebbero una forza di circa una tonnellata per essere staccate.
Con lo stesso meccanismo si descrive il celebre esperimento degli emisferi evacuati di Magdeburgo, fatto da Otto von Guericke nel 1654.
Sui libri di scuola si legge che "che nemmeno la forza di sedici cavalli riusciva a separarli". Questi risultati ci rammentano, cosa non proprio ovvia, che il peso dell'aria è tutt'altro che disprezzabile: si può calcolare che in un'aula di 20 x 15 x 6 metri cubi, sono contenute quasi due tonnellate e mezza d'aria!
Senza rendersene conto, col suo recipiente evacuato Galileo misurò dunque la forza esercitata dall'atmosfera, pari alla sua pressione per l'area della sezione del recipiente. Le pompe idrauliche ad aspirazione funzionano come il cilindro di Galileo o la cannuccia per bibite: poiché il meccanismo operante è il peso dell'aria e non la forza del vuoto, la massima colonna d'acqua che si può innalzare (quindi il massimo dislivello che si può farle superare pompando in tale maniera) è pari a circa 10 m, giacché essa ha peso eguale a quello dell'intera colonna atmosferica (oppure, se preferiamo, a una colonna di 760 mm di mercurio); vale a dire di 1 kg-peso per ogni centimetro quadrato di sezione.
Nato nel 1974 si è laureato in Filosofia della Scienza all'Università di Roma La Sapienza nel 1998, e ha conseguto il dottorato di ricerca in Storia della Scienza all'Università di Firenze nel 2003. Attualmente fa ricerca sulla storia e la filosofia delle scienze della vita alla Sezione e al Museo di Storia della Medicina dell'Università di Roma La Sapienza. È redattore di diverse opere dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, e collabora con diverse riviste di divulgazione scientifica ("Galileo", "Sapere", "Le Scienze") e con il gruppo Laser (Laboratorio Autonomo di Scienza Epistemologia e Ricerca), collettivo composto da ricercatori scientifici migrati nei cinque continenti, nato all’inizio degli anni Novanta dalle lotte studentesche dell’Università La Sapienza di Roma.