Le due malattie prendono il nome dal medico che per primo le ha descritte. Per il caso della malattia dell'Alzheimer, il nome fa riferimento a un neuropsichiatra tedesco, Alois Alzheimer, che ha descritto nel 1906 una forma di demenza caratterizzata da un tipo molto particolare di degenerazione delle cellule cerebrali, cioè dei neuroni, nei quali si accumula una sostanza fibrillare specifica. La malattia è stata descritta come
dementia praecox; colpisce tra i 40 e i 60 anni ed è progressiva. È probabilmente una malattia su base genetica, che inizia con disturbi della memoria.
Quanto al Parkinson, un altro disturbo degenerativo proprio dell'età avanzata, anch'essa è una malattia su base genetica, anch'essa a insorgenza nella maturità avanzata (50 - 70 anni). La sua prima descrizione è dovuta a un medico inglese, James Parkinson.
La descrizione della malattia che porta il suo nome risale al 1817. La malattia del Parkinson è dovuta alla degenerazione di un piccolo gruppo di cellule dell'encefalo, la
substantia nigra, da cui si irradiano fibre nervose che portano un determinato neurotramettitore, la dopamina, praticamente in tutte le sedi cerebrali. A differenza dell'Alzheimer, la malattia del Parkinson non incide sulle funzioni cognitive, ma prima di tutto sull'umore, poi sulla motricità (nella descrizione di Parkinson questa alterazione era descritta come
shacking palsy, cioè paralisi tremolante) .
Franco Panizon
Dipartimento di Scienze della Riproduzione e dello Sviluppo, Università di Trieste