Didattica e discalculia

Io sono inscritto all'ultimo anno di scienze della formazione primaria e sto facendo la tesi il cui argomento è la discalculia. Mi interessa sapere qualcosa sulla didattica e sugli interventi educativi in presenza di bambini che presentano questo problema.
Carlo Lentini
23 dicembre 2003
Per intervenire su bambini con difficoltà di calcolo bisogna prima di tutto comprendere la causa di tale problema. La discalculia viene suddivisa in primaria e secondaria. La discalculia primaria si manifesta con l'incapacità di contare perché non si sanno applicare le regole dell'aritmetica o le si applicano come se si fosse uno studente alle prime armi. Può quindi capitare che un bambino arrivato in quarta elementare si comporti come un bambino di prima, che non riesce a rispondere velocemente a domande quali per esempio: quanto fa 5 x 6 ? Mettendoci molto tempo, contando aiutandosi con le dita o con altri riferimenti, come se nessuno mai gli avesse insegnato una tabellina, oppure confonde la moltiplicazione con un'altra operazione.

Nel caso della discalculia primaria il problema è strettamente connesso al calcolo e per aiutare il bambino si possono usare dei supporti, quali il computer; concedere più tempo, aiutarlo a eseguire il compito passo per passo, ripassare le regole aritmetiche con assiduità.

La discalculia secondaria viene così chiamata perché si manifesta come conseguenza di altre difficoltà di apprendimento, quali la dislessia, la disgrafia o il neglet. In questo caso l'intervento riabilitativo sarà rivolto al disturbo primario. Per esempio un bambino dislessico che non riesce a leggere neppure i numeri, verrà riabilitato per quel che riguarda la lettura. Inoltre, non bisogna trascurare il disagio emotivo conseguenza della difficoltà di apprendimento e quindi è importante aiutare il bambino a superare il suo vissuto di essere diverso perché per lui è più difficile contare rispetto a quanto lo sia per i suoi coetanei.

Alessandra Banche Psicologa
Una possibile bibliografia sul tema in questione è la seguente:

Psicologia dell'apprendimento matematico, Passolunghi e Lucangeli,1995 Utet.

In questo libro vengono affrontate le tematiche principali relative alle abilità di calcolo e di soluzione dei problemi. Si possono vedere poi due interessanti rassegne di Maria Chiara Passolunghi sul "Giornale Italiano di Psicologia", Modelli cognitivi del calcolo mentale: le addizioni, 1984, volume 1, p. 39 - 65. E poi, Modelli cognitivi del calcolo mentale, 1996 volume 23, p. 407 - 444.

Sulla Discalculia c'è anche una rassegna interessante di Daniela Lucangeli e Patrizio Tressoldi pubblicata sul numero 2 del 2001 di "Psicologia Clinica dello Sviluppo".

Per quanto riguarda gli aspetti didattici sono usciti diversi lavori, segnalo in particolare:

Daniela Lucangeli, Silvana Poli e Adriana Molin, L'intelligenza numerica - volume 2 e 3; Abilità cognitive e metacognitive nella costruzione della conoscenza numerica dai 6 anni in su. Il testo contiene materiali per percorsi riabilitativi ma anche di potenziamento. Si lavora per processi: schede sul counting, processi lessicali, processi semantici, processi sintattici, calcolo a mente e calcolo scritto.

Per altri aspetti didattici si può consultare il catalogo Erickson.

Maria Chiara Passolunghi Facoltà di Psicologia, Università di Milano

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