Vi sono dei libri o siti che trattano le piante, i semi e i germogli in maniera approfondita sotto l'aspetto delle sostanze chimiche e degli effetti sul corpo umano?
Quali studi si devono svolgere per imparare a capire che effetti hanno quelle sostanze sul corpo umano?
E le proprietà delle sostanze chimiche organiche e inorganiche?
Faccio un esempio per chiarire la mia domanda: i semi di sesamo sono ricchi di calcio, ma per essere assorbiti meglio dall'organismo devono essere tostati per ossidare una sostanza che altrimenti contrasta l'assimilazione.
In questo specifico caso è vero che il calcio per essere assimilato si deve legare con un rapporto 1 a 6 con il fosforo?
Rick Bonanni
4 dicembre 2003
In relazione alla sua prima domanda è possibile dire che vi sono numerose pubblicazioni e siti che trattano l'argomento, ma è più difficile discriminare le informazioni veramente basate su dati scientifici da quelle derivate da indicazioni sporadiche o su base tradizionale. Un buon testo, ad alto livello, che tratta dell'argomento potrebbe essere quello che segue: P.M. Dewick, Chimica, Biosintesi e Bioattività delle Sostanze Naturali, (edizione italiana) Piccin Editore.
L'argomento della seconda domanda riguarda i numerosi filoni di ricerca che impegnano da sempre i farmacologi nel mondo. Le ricerche si avvalgono di sperimentazioni in vitro, su cellule, organi o modelli molecolari oppure in vivo su animali e sull'uomo. In genere si ritiene che la documentazione su un determinato effetto benefico o avverso possa essere completa solo dopo una sperimentazione clinica controllata su numerosi pazienti, ma in realtà continua per sempre una qualche valutazione di "farmacovigilanza" basata sulle segnalazioni che giungono al Ministero della Salute da parte di medici, farmacisti o semplici cittadini su eventuali effetti non noti di farmaci o fitoterapici in commercio.
Tutto fa parte del lavoro di ricerca e controllo dei chimici (e biochimici) che operano nelle strutture di ricerca e produzione a livello pubblico (università, enti) e privato (aziende, industrie, associazioni, cooperative.
Infine, per l'ultima domanda, si ritiene che il calcio possa essere meglio assimilato se introdotto con alimenti di origine animale, per esempio latticini, piuttosto che in forma vegetale, in quanto in parte "bloccato" da sostanze proprie dei vegetali stessi, i fitati. Qualche tipo di preparazione gastronomica è in grado comunque di rendere più facilmente disponibili i nutrienti all'assorbimento intestinale. Oggi non si ritiene più così importante il rapporto ottimale con il fosforo come fattore predisponente all'assorbimento del calcio. Pare che questo possa essere significativo nel lattante, ma perda di importanza nell'infanzia e ancor più nell'adulto.
Luigia Favalli
Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e Applicata, Università di Pavia