L'aria sporca

Dove va a finire l'aria sporca?
Quando una fabbrica scarica i suoi fumi tossici, le nuvole possono impregnarsi di questi?
Classe I F ITIS Kennedy
4 dicembre 2003
Le emissioni delle industrie e, in generale, delle attività umane vanno sicuramente a finire nelle nuvole anche se questo avviene secondo modalità e meccanismi che meritano di essere visti in dettaglio.

Le nubi, infatti, si formano proprio perché nell'atmosfera vi sono delle minuscole particelle in sospensionesulle quali il vapore acqueo può condensare. Queste particelle esistono indipendentemente dall’uomo, sono molto piccole (diametro inferiore al decimo di millimetro), sono numerosissime e prendono il nome di aerosol. Senza di esse le nubi difficilmente si formerebbero e comunque avrebbero un aspetto molto diverso da quello che conosciamo. I "fumi" prodotti dalle attività umane sono anch'essi composti da minuscole particelle che formano un aerosol diverso da quello esistente naturalmente. Queste particelle entrano a loro volta nel processo di formazione delle nubi e su questo influiscono secono modalità che dipendono dalla sua composizione chimica.

In ogni caso, comunque, su il vapore acqueo tende a condensare questo aerosol per formare le goccioline d'acqua che compongono la nube e, quando queste goccioline raggiungono dimensioni sufficientemente grandi (maggiori al decimo di millimetro), cadono a terra sotto forma di pioggia lasciando libera l'atmosfera. Questo meccanismo prende il nome inglese di rain out (letteralmente: piovere fuori) ed è uno dei meccanismi principali che l'atmosfera ha per "pulirsi", anche se a scapito del terreno.

Un altro meccanismo che ha l’atmosfera per pulirsi è il wash out (letteralmente: dilavarsi). Secondo questo meccanismo l'aerosol non concorre alla formazione delle goccioline di nube che poi diventano pioggia, ma viene da questa catturato mentre cade verso il terreno; una vera e propria doccia dell'atmosfera. Da recenti studi sembra che anche se entrambi questi meccanismi esistano in natura, il rain out sia più efficiente.

In base a quanto sopra detto capite che i "fumi" prodotti dalle attività umane possono influire, anche pesantemente, sui meccanismi naturali di formazione delle nubi. Un fatto eclatante venne scoperto da Graeme Maether e Griffith Morgan in Sudafrica negli anni settanta. Infatti, questi due scienziati volando sopra una fabbrica di carta notarono che la nube che, casualmente, si era formata sopra la fabbrica aveva moltissime gocce grosse e quindi avrebbe prodotto molta più pioggia delle sue colleghe. Questa prima osservazione venne confermata in seguito e ora, studiando le sostanze emesse dalle fabbriche di carta, gli scienziati sono riusciti a mettere a punto un metodo per aumentare la quantità di pioggia prodotta dai temporali.

Fulvio Stel Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia

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