Antenne per la telefonia cellulare

Vorrei avere delle informazioni sull'istallazione di antenne per la telefonia cellulare nei condomini. La domanda nasce dal fatto che un'importante azienda di telefonia mobile sta richiedendo la possibilità di istallare sul condominio dove abito una di queste antenne (il contratto che ci è stato proposto, è a dire poco ridicolo; hanno infatti proposto dei soldi ai condomini per il tacito assenso dell'istallazione). Poiché tante cose vengono dette in merito alle onde elettromagnetiche emesse da questi apparecchi, vorrei saperne di più.

Laura Emma Molinari
12 novembre 2003
Immagino si riferisca alla presunta pericolosità per la salute delle onde radio emesse dalla stazione radio base. Provo quindi a dirle quel che si sa a riguardo.

Per valutare la pericolosità di qualcosa, si cerca di capire innanzitutto se esistono meccanismi per cui questo agente possa causare danni. Si osserva se causa danni (o semplicemente effetti, anche non dannosi) ad animali di laboratorio, o a colture di cellule, e se ci sono aumenti di malattie nelle persone esposte. Tutto questo è stato fatto per le onde elettromagnetiche, senza trovare motivi di preoccupazione per i livelli di potenza a cui ci può esporre una stazione radio base.

Sappiamo che le onde radio possono essere pericolose se la loro intensità è molto alta (molte centinaia di watt per metro quadro) e per esposizioni di lunga durata. Qualche studio mostra effetti, su animali di laboratorio o su tessuti, a intensità di 50-100 watt per metro quadro, che potrebbero suggerire effetti sulla salute anche a questi livelli. Per intendersi, si tratta di quelli di una grossa antenna a pochi decimetri di distanza.

Sotto questi livelli di potenza non si trova nessun effetto (dannoso o meno) minimamente accertato. Sono stati effettuati migliaia di studi, su animali, su colture cellulari, indagini epidemiologiche. Sono stati ipotizzati meccanismi di azione delle onde radio, senza trovarli in pratica. In qualche caso, alcuni effetti sono stati notati, ma questi diventano sempre più dubbi quando si scende sotto 100-200 watt per metro quadro, e spesso non vengono confermati se lo studio viene ripetuto.

In qualcuno dei molti studi epidemiologici fatti (purtroppo pochi su un numero sufficiente di persone per dare risultati sensati) si trovano casi di aumenti di alcune malattie (e diminuzioni di altre), ma si tratta sempre di fluttuazioni troppo piccole per essere considerate vere, e sempre smentite da altri studi simili. Gli studi di qualità migliore non trovano effetti negativi (anzi, non trovano nessun effetto) delle onde elettromagnetiche sulla popolazione esposta.

L'insieme di questi studi è stato esaminato da molte commissioni internazionali e nazionali, stabilendo limiti per la popolazione che, per i ripetitori di telefonia sono intorno a 4 watt per metro quadro. Praticamente tutte le commissioni, inclusa quella della UE e l'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), concordano nel ritenere questi limiti sicuri. In Italia si è scelto di adottare un principio di precauzione, e i limiti per esposizioni residenziali sono di 0,1 watt per metro quadro (pari a 6 volt/metro), circa un quarantesimo di quelli internazionali, per tenere le emissioni ai minimi valori ottenibili con sforzi ragionevoli.

I ripetitori per la telefonia possono facilmente rispettare questi limiti, e devono farlo per avere la concessione. Lei può chiedere la documentazione in Comune, e farla esaminare da un suo esperto di fiducia per verificarlo. Tra l'altro l'edificio su cui è montata l'antenna è di solito pochissimo esposto, le antenne non emettono quasi verso il basso, e semmai gli edifici più a rischio sarebbero quelli circostanti.

Diversi ricercatori hanno espresso dubbi sulla possibilità che usare i cellulari possa essere pericoloso. Gli studi fatti finora non trovano motivi di preoccupazione, ma un cellulare emette campi che possono avvicinarsi a quelli per cui si trovano effetti biologici. Questo comunque non riguarda la pericolosità dei ripetitori, che ci espongono a campi molto meno intensi.

Esistono alcuni ricercatori (molto pochi) che sollevano dubbi sulla possibilità di rischi anche per potenze così basse; alcuni suggeriscono la possibilità di rischi fino a potenze di 0,0001 watt per metro quadro. Andando ad analizzare però i dati che questi ricercatori portano, non ho trovato molto a sostegno di queste tesi. Spesso si tratta di interpretazioni di fantasia di studi che trovano altro. O di studi che mostrano risultati dubbi, poi successivamente smentiti. In alcuni casi (per fortuna pochi) alcuni ricercatori che propongono teorie alternative affermano, senza nessuna dimostrazione o evidenza sperimentale, che le loro teorie proverebbero la pericolosità dei campi elettromagnetici.

Invece gli articoli di giornale cavalcano molto la paura della gente per questo tipo di cose, e spesso riportano articoli scientifici o interviste travisandoli completamente, per cui l'impressione che si ha leggendo i giornali è molto differente da quella di chi studia questi argomenti.

Infine esiste un problema generale di come affrontare complessivamente i rischi. Non possiamo mai essere sicuri, per quanti studi si faccia, che qualcosa non sia pericoloso, e quindi qualche ragionevole cautela (come i bassissimi limiti di esposizione italiani) è sempre sensata. Ma quando la pericolosità di qualcosa è stata cercata per decenni, senza trovare niente, e senza che esistano ragioni per ritenerla pericolosa, è probabile che questo qualcosa sia davvero innocuo. La pericolosità di fumo, amianto, cloruro di vinile (per fare qualche esempio spesso citato a sproposito) era evidente dopo meno di un decennio di studi. E non credo possibile pensare a complotti di poteri forti: non è possibile bloccare per trent'anni i risultati di una ricerca pubblica condotta in tutto il mondo.

Concludo indicando possibili siti di approfondimento.

Una serie molto esauriente, completa ed accurata di domande e risposte, la si può consultare alla pagina:
http://xoomer.virgilio.it/albpales/Telefonia_mobile/toc-it.htm

Il sito di divulgazione in italiano dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità:
http://www.who.int/docstore/peh-emf/publications/

Una raccolta di siti e materiale sull'argomento:
http://www.arcetri.astro.it/~comore/campiem.html

Una raccolta di domande e risposte a un ricercatore italiano:
http://www.vialattea.net/esperti/amb_elettro.php

Gianni Comoretto Osservatorio Astrofisico di Arcetri, INAF, Firenze

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